Quando il cappio stringe troppo

Il post di oggi riguarda una storia che mi ha particolarmente colpito. Due coniugi, Lucio e Grazia, 50 e 47 anni, trovati morti in casa, dopo un mese, si sono suicidati, non ce la facevano con i debiti e con il mutuo troppo alto. Ancora piuttosto giovani, erano entrambi senza lavoro, da tempo. Il 2 Marzo avevano detto a tutti che stavano per partire per la Bulgaria, per ricominciare da zero, sarebbero andati da amici, di lì a poco.

Forse questi amici non esistevano, di sicuro loro non sono andati in Bulgaria. I vicini hanno avvertito un forte odore, proveniente dall’appartamento sito al primo piano, hanno chiamato le forze dell’ordine che hanno fatto la macabra scoperta: entrambi morti, vicino la pistola con cui si sono uccisi. In questo lasso di tempo la macchina era rimasta lì, in fondo alla strada, la cognata aveva denunciato il tutto ai carabinieri, ma loro non si erano mai mossi da casa.

Avevano cominciato la messinscena qualche giorno prima rispetto a quel 2 marzo deputato per la partenza, regali ai vicini, frasi affettuose, nessuno aveva sospettato niente. Volevano mantenere la loro dignità, l’hanno fatto prendendo una decisione drastica, farla finita perché non ce la facevano più, perché il mondo del lavoro li rifiutava, “troppo vecchi” per potersi di nuovo inserire.

Il suicidio non è mai giustificabile ma talvolta il cappio intorno al collo che creano tasse, mutui e debiti è talmente stretto da lasciare poche alternative. Ancora vittime di questo Paese, di questo Governo, di questa Italia che va a tentoni, senza un piano per rialzarsi.

Sono rimasto molto colpito e coinvolto emotivamente, d’altronde la sensibilità non è un reato.

 

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Referendum: ha ragione Sgarbi a chiamarci capre

Il giorno dopo il referendum, probabilmente il giorno della follia, in cui tutti, compreso il sottoscritto, si sentono di dover dire o scrivere qualcosa. Io però ci terrei, come d’altronde hanno fatto altri, a distinguermi dalla massa, da chi si scaglia contro i No, o contro gli astenuti, ma non per gusto personale o ragioni legate al voto o al non voto, semplicemente per il rispetto che ho verso la parola DEMOCRAZIA

La democrazia è un sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dai cittadini e la sua massima espressione è il diritto di voto, fin qua tutti d’accordo e tutti sereni, poi, le votazioni si distinguono tra quelle che richiedono il raggiungimento del quorum e quelle che invece non lo richiedono.
In questi giorni ho discusso con diverse persone, mi sono fatto una mia idea, non ho ascoltato politici nè letto articoli provenienti da certi organi di informazione. Sono sicuro, ma forse sono un po’ presuntuoso nel dirlo, che un buon 70% (per tenerci proprio stretti stretti) è andato a votare in seguito ad appelli o per ragioni politiche, staccando il proprio cervello e mettendo in moto i suoi piedini, facendo la cosa che facevano i più, magari convinto da un amico o da un parente. Sì, la ragione per abrogare questa benedetta legge è nobile, smantelliamo le trivelle, il mare sarà di sicuro più pulito. Basterebbero queste considerazioni, obiettivamente, per aderire al partito del SI, ma chi è abituato ad andare oltre le cose in evidenza ci ha magari visto dietro qualcosa in più.

Che queste famose trivelle possano essere ricostruite a 12,1 miglia dalla costa per esempio, che poi il petrolio che verrebbe meno smantellando gli impianti dovrebbe comunque giungere in altri modi, magari attraverso il trasporto navale, altrettanto a rischio inquinamento e a costi più elevati.

La cosa che mi fa letteralmente schifo, non uso mezzi termini,è il non voler comprendere le ragioni dell’altro, qualunque esse siano. Io ho votato SI e tu devi fare lo stesso, io mi sono astenuto e tutti avrebbero dovuto farlo, io ho votato NO e la gente che ha espresso parere contrario non capisce un tubo. Ho sentito tutto questo, a dir la verità, nella stragrande maggioranza dei casi, questa intolleranza proveniva dal partito del SI.

Votare è un diritto per cui si è combattuto nei tempi ed è un dovere civico, nei referendum però c’è un astensionismo che può definirsi ragionato, volto all’impedimento del raggiungimento di un quorum. Chi ha votato SI, ha tutto il diritto di incazzarsi per chi, ieri, ha preferito il mare piuttosto che il voto, ma DEVE, in democrazia, rispettare chi si è astenuto ragionatamente, per motivi che poi possono anche essere sbagliati.
Fino a prova contraria astenersi non è un qualcosa di costituzionalmente illegittimo, potrà essere discutibile moralmente ma è consentito dalla legge.

C’è chi si è astenuto ragionatamente: io lo rispetto
C’è chi ha votato SI: io lo rispetto
C’è chi ha votato No: io lo rispettoC’è chi si è astenuto perchè si rompeva le balle ad andare: lo condivido un po’ meno ma lo rispetto

Questa è democrazia, anche perché tutti quelli che in questi giorni si sono erti a paladini dell’ambiente sono magari gli stessi che da domani prenderanno la macchina per fare 100m e continueranno a buttare la carta dal finestrino. Trattiamo bene il nostro mare sin da subito, non lasciando merda in spiaggia, rispettiamo le nostre strade usando meno la macchina, partiamo dalle piccole cose che veramente possono cambiare il mondo.

Rispetto è la parola chiave e serve anche un bel po’ di autocritica. Sabato sentivo milioni di persone col petto gonfio, fiere di salvare l’ambiente con un SI, che fine hanno fatto poi, all’atto pratico?

Tanto è capra chi va a votare SI senza averci capito nulla e sull’onda del moto popolare, quanto lo è chi preferisce una domenica al mare, in ogni caso comunque capre siamo e credo sia questa la peggiore sconfitta all’indomani del referendum.

Scusate se io non partecipo al “Festival delle Banalità”

 

Dai Casamonica a Riina, la Rai e le sue porcate

In principio furono i Casamonica, ospitati nel salotto di Porta a Porta da Bruno Vespa, giornalista, conduttore e vero, ahinoi, pilastro, da anni, di Rai 1.Circa un milione e trecento persone, all’epoca, ammirarono le gesta della “famiglia”: curiosità, mancanza di alternative o incapacità di comprendere cosa è giusto o cosa è sbagliato?

Vespa ci è ricascato, con quel sorrisino sardonicoha fiutato il colpaccio, in nome del Dio Share, niente poco di meno che Salvo Riina, figlio di Totò. D’altronde doveva essere pubblicizzato il suo libro, dove parla del rapporto con papà, di come mangiavano i popcorn mentre saltavano in aria macchine, scorte e magistrati e del tanto affetto ricevuto.
Sdegno comprensibile su tutti i fronti e per fortuna: dalla famiglia Falcone, dalla famiglia Borsellino, dalla politica e dalla stessa televisione, sia degli addetti ai lavori che del pubblico. Vero,sempre un milioncino ieri è stato lì ad ammirare Salvo Riina, condannato ricordiamolo a più di 8 anni per associazione mafiosa (pena che ha appena finito di scontare). Probabilmente si aspettavano qualche frase ad effetto, di quello che io, solo a sentirle, scaraventerei di tutto contro il televisore, di sicuro non avevano nulla di meglio da fare perché, in questo caso, la curiosità deve lasciare lo spazio all’intelligenza e il buon senso.

Il boicottaggio di Porta a Porta e della Rai ha in parte sortito i suoi effetti, Rai che ricordiamo è un servizio pubblico che alimentiamo noi con una tassa chiamata canone, quindi se Salvatore Riina è stato addirittura pagato per quell’intervista, lo abbiamo pagato noi,  sì proprio così, oltre il danno la beffa.
Mi manca un pezzo e mi mancherà per sempre: non ho sentito e non ho letto quello che questo Tizio ha affermato, non ho avuto tempo, avevo alternative come la lettura di un buon libro o di alcune frasi significative dei miei eroi, Falcone e Borsellino.

Visto che non ci dobbiamo sempre lamentare, prendo il lato positivo, di quelle migliaia di persone che hanno rinunciato ad alimentare il business orrendo dell’audience in nome dell’onore e del rispetto per le vittime della mafia. Nessuno pagherà per questa porcata, trasmessa in mondovisione su Rai 1, ci sarà qualche altra affermazione sdegnata e poi tutto si chiuderà con l’indifferenza ed un nulla di fatto, fino alla prossima intervista, già lo vedo il ghigno beffardo di Vespa che si lecca i baffi: sarà un Provenzano o passeremo a camorra o ndrangheta?