Viaggio nel mondo del lavoro: il merito

Dopo il primo capitolo, dedicato al compromesso, ecco affacciarsi prepotentemente il secondo, argomento del giorno è il MERITO.

Per avere chiara la questione, cominciamo con la defizione : “Diritto alla stima, alla riconoscenza, alla giusta ricompensa acquisito in virtù delle proprie capacità, impegno, opere, prestazioni, qualità, valore”.
Uno dei concetti più belli che l’essere umano abbia mai posto in essere, tu dai 100 io ti ricompenso con 100, tu dai 1 e io ti do 1, il riconoscimento parametrato alla fatica, se sei pigro e indolente non fai strada e dipende solo e unicamente da te.
Come quando scali una montagna, superi fatiche inimmaginabili, pensi a volte di mollare e di scendere giù ma la tua forza di volontà è troppo forte per arrenderti, hai un obiettivo fisso che vuoi raggiungere, a tutti i costi. Sacrifichi delle cose, ne trascuri altre, perché avrai il tuo riconoscimento in cima che varrà quello che hai patito.

Il merito è qualcosa di profondamente democratico, che premia i migliori e che ammonisce i peggiori, semplicemente quella non è la strada giusta o comunque c’è qualcuno che è più bravo e si deve accettare.
Ma anche qui c’è qualcosa che non va perché a vincere, spesso, è quel compromesso di cui abbiamo parlato in precedenza. Fatichi, sali uno scalino alla volta, sudi ma lo fai anche con piacere, magari è il lavoro dei tuoi sogni, trovi profondamente giusto che per gustarti l’apice tu debba sgobbare.

Succede che fai tutte cose per il meglio, per uno, due, dieci, vent’anni e non raggiungi mai la cima, anzi a volte ti capita di arrivarci, sei soddisfatto, stremato ma raggiante, purtroppo ti trovi qualcuno che è già arrivato da un pezzo, condotto dall’elicottero del capo.

In medio stat virtus, o la pensi così o muori, la tua anima si lacera, la tua morale non trova pace. Pensi semplicemente che hai dato il massimo di quello che dipendeva da te, purtroppo o per fortuna non sei una bionda formosa o non hai una lingua srotolabile come il tuo collega d’ufficio (probabilmente anche se avessi avuto questi due requisiti non le avresti sfruttate perché sei tu).

Pensi a farti il mazzo , ancora, nonostante tutto, perché prima o poi la porticina del merito si aprirà e accoglierà anche te, d’altronde sei uno di quelli che lo merit…a davvero.
Nel frattempo non resta che guardarti allo specchio, con la testa alta e lo sguardo ben fiero, tu puoi, anche se dovrai andare a scaricare casse di frutta al mercato mentre magari merit…eresti maggior fortuna, anche se il tuo ex collega d’ufficio, dalla lingua srotolabile, nel frattempo, siede nella stanza che doveva essere tua.
Stai facendo un lavoro dignitoso, sudato e conquistato e merit…i solo un applauso.

 

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3 pensieri su “Viaggio nel mondo del lavoro: il merito

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