L’ignoranza dei sentimenti

Siamo ignoranti, ce lo dicono i numeri, le classifiche, i media. Gli italiani si piazzano in basso, grande livello di analfabetismo, pochissime persone che leggono, poco interesse verso la cultura in generale.
Ci fanno la morale, ci sono titoloni sui giornali, articoli su riviste e siti web, ogni anno è sempre la stessa storia, allarmismo fine a se stesso, poi cambia il giorno, scema il clamore e nessuno fa niente concretamente per cercare di migliorare la situazione.

Vero, nessuno lo può negare, siamo un popolo ignorante e dobbiamo fare qualcosa per alzare il livello, per noi e per i nostri figli, ma qualcuno ci ha mai detto che siamo un popolo estremamente sensibile? I sapientoni dei sondaggi, l’Europa che ci bacchetta per qualsiasi cosa, ha mai provato a fare una classifica della sensibilità di un popolo? No? Forse perché non conviene agli amici tedeschi che sembrano tutto fuorché sensibili? Forse perché non uscirebbe una bella immagine dei cugini francesi, troppo snob per mostrare i loro veri sentimenti?
Non ho una risposta sicura, probabilmente i due popoli sopra citati si rivelerebbero grosse sorprese in questi termini, ma vi faccio e mi faccio una domanda, ad un popolo serve più la cultura o la sensibilità? Dopo un terremoto, con persone al gelo e senza casa, nelle emergenze in generale, serve più una frase di D’Annunzio o sostegno e parole di conforto?

Parliamo di media nazionale anche qua, ovvio che poi ci siano persone sensibili che si spoglierebbero dei propri vestiti per darli al prossimo in difficoltà e persone che si voltano semplicemente dall’altra parte, ne trovate dell’uno e dell’altro tipo nel vostro condominio, nel vostro quartiere, nelle vostre città. Certamente conoscerete persone che non azzeccano un congiuntivo ma anche persone che non smettono di stupirvi con le loro conoscenze. Un mix sarebbe l’ideale per la salute e la reputazione di un popolo ma perché non si parla poi così tanto spesso del cuore degli italiani e delle loro risposte concrete alle emergenze?

Vi dirò una cosa, che forse vi farà rabbrividire: ignoranza e sentimenti si sposano benissimo, forse è il connubio migliore. I sentimenti seguono infatti una logica? Sono prevedibili? Li possiamo descrivere in un dizionario e aspettarci che si manifestino sempre nello stesso modo? Ignoriamo i sentimenti, ci possono travolgere come tornado o presentarsi in forma velata, sì, possiamo dare una definizione astratta di amore ma esso si sprigiona in mille varianti differenti.
Ignoranza è anche purezza e i sentimenti sono incontaminati per antonomasia.

Dunque siamo ignoranti, leggiamo poco e dobbiamo necessariamente fare di più per non ridurci ad un gregge di pecore, però diteci anche che siamo sensibili e che abbiamo un cuore d’oro. Sia ben chiaro, parliamo di noi cittadini, non fate caso alla politica, solo noi, tra di noi, sappiamo affrontare le emergenze. Da fratelli, da italiani.

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