Non lasciamola vinta a questo mondo di merda!

Un femminicidio al giorno, se tutto va bene, se siamo fortunati.
Sei alla fermata del tram e ti spaccano la testa, senza motivo, come se ci fosse un motivo, comunque, per spaccare una testa.
Professori settantenni che seducono giovani alunne sfruttando la loro posizione di vantaggio.
La sede di “Save The Children” attaccata in Afghanistan. Sì, proprio il rifugio di chi si impegna per dare speranza a bambini già abbastanza bersagliati dalla vita.

Preti pedofili, sì proprio quelli che dovrebbero instillare nei giovani messaggi di pace e amore.
Politici corrotti, molestie sul lavoro, giornalisti presi a pietrate perché stanno documentando la merda che c’è in giro. Mafia di qua, mafia di là, 100 arresti al giorno e poco cambia.

Ripartiamo da qui, c’è tanta merda in giro, inutile usare giri di parole, inutile cercare termini più blandi. Prima i giovani avevano un sogno adesso hanno un coltello in mano, girano le baby gang e seminano il terrore. Hanno fallito le famiglie, la Chiesa, le scuole e lo Stato.
No, non possiamo lasciare perdere, non possiamo rassegnarci, anche se vedere il telegiornale è una pugnalata al cuore, più forte, ogni giorno.

Affidiamoci agli eroi, alle mosche bianche, ai magistrati che combattono il male, ai volontari in zone di guerra, ad una famiglia unita fondata su valori sani. Affidiamoci alla normalità che nel mondo di oggi rappresenta la vera follia. Affidiamoci a chi trasforma le difficoltà in spinte per migliorare l’umanità, non smettiamo di essere esempi positivi per la parte sana che ancora resiste.

Non lasciamola vinta a questo mondo di merda!

 

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Rigopiano: il bello, il brutto e il cattivo

Rigopiano un anno dopo. 29 vittime, 11 sopravvissuti, storie che si intrecciano in un feroce gioco condotto dal destino.
L’incubo martedì, il miracolo venerdì. Una slavina travolge tutto, accartoccia un hotel senza preavviso, colpisce alle spalle, entra nelle viscere. Una voce di bambina alimenta un sogno, 4 bambini vengono estratti vivi, illesi, stanno tutti bene.

In mezzo tanta confusione, dinamiche incomprensibili. Non c’è solo la cattiveria della vita, il destino che ti colpisce quando sei indifeso, mentre sei in un centro benessere bloccato per il maltempo. Non c’è solo la fatalità di una sorte che colpisce me e non te, che salva una famiglia che gioisce e ne distrugge un’altra che si dispera. Non c’è solo la violenza della natura che si prende ogni cosa quando e come vuole.

No, perché ci sono tante cose su cui fare chiarezza. C’è il brutto della Prefettura, quelle telefonate strazianti in richiesta di aiuto. C’è chi ha pensato ad uno scherzo e ha continuato a non sentirci per ore. C’è un’abitudine all’italiana per cui si può solo curare. La prevenzione d’altronde non serve, tanto le cose capitano sempre agli altri e sempre altrove.
Eh no, non era uno scherzo. Eh sì, può succedere che un hotel sparisca nel nulla in un attimo. Pagherà qualcuno? Lo aspettano le famiglie delle vittime, lo aspetta la società civile.

Grazie a Dio c’è il bello e ce n’è tanto. Il bello dei soccorsi, i vigili del fuoco, i volontari, la protezione civile. C’è la caparbia di chi lotta per estrarre corpi dalle macerie, c’è l’esplosione di gioia nel salvare 4 giovani esistenze, l’ostinazione di chi di morire non vuol proprio saperne. C’è il cuore dei sopravvissuti che addirittura si sentono in colpa per chi se ne è andato.

C’è il bello, il brutto e il cattivo, in una classica storia all’italiana.

 

Un giorno di “ordinaria” molestia

«Esco la mattina per andare a lavoro, tutti i giorni. Non è quello che mi aspettavo di fare visti i miei studi ma tiro avanti perché l’affitto, in qualche modo, si deve pagare. Mi piace incamminarmi di buon mattino, mi sveglio positiva e carica, nella speranza che sia un giorno ricco di novità. Roma mi piace da morire, soprattutto in primavera, con quel tiepido sole che scalda senza dare fastidio. In qualsiasi luogo giri gli occhi vedi sempre qualcosa di bello ma gli occhi di tante persone, che incrocio giornalmente, sono posati su di me. Non voglio essere drastica, mi piace essere apprezzata, curo il mio fisico tanto quanto la mia mente e il fatto che gli uomini mi trovino attraente non può certo dispiacermi. Purtroppo però la maggior parte degli uomini non si ferma lì e va oltre. Se incontro per la mia strada una bella farfalla colorata la guardo, se vedo un uomo alto e proporzionato lo guardo, le cose belle son fatte per essere ammirate solo che, quando lo faccio io, la cosa finisce lì. Ogni mattina è sempre la stessa storia: che bella che sei, a bella, sei un angelo, sei single? Per non parlare delle frasi più spinte destinate al mio sedere, al mio seno o a qualsiasi parte del mio corpo. Il tutto in romanaccio o in inglese, senza distinzioni. Pittoreschi, genuini e non certo piacevoli i commenti ripetuti cento volte al giorno ma fosse ‘solo’ questo si potrebbe risolvere con un paio di cuffie alle orecchie. Odio linsistenza e la maleducazione e sulla mia strada trovo tanti portatori di queste due caratteristiche. A volte mi si avvicinano fianco a fianco, altre mi si parano davanti a sorpresa, alcuni cominciano a toccarmi, di giorno come di notte. La sera, però, ormai non esco più da sola ed è un peccato perché Roma, con il calar del sole, ha un fascino unico che io continuo a perdermi, giorno dopo giorno. Ho preso questa decisione perché ne ho vissute tante e se ne sentono troppe. La notte posso evitare anche se, ad esempio, oggi c’è un gran caldo e vorrei tanto farmi un giro. Mi tocca invece fare una doccia e trovare qualcosa per occuparmi a casa. Di giorno devo uscire per andare a lavoro, devo prendere un bus e la metropolitana dove, puntualmente, sento un uomo da dietro che mi si struscia o mi palpa. Io, ovviamente, mi oppongo, a volte spostandomi e a volte allontanando la mano ma la mia ritrosia non fa altro che aizzarli ed eccitarli ancora di più. Sono esseri (non me la sento di chiamarli uomini) di tutte le età, magari saranno anche sposati, di sicuro sono disturbati. Io per loro sono un oggetto da toccare, il loro desiderio sessuale. Posso capire che gli uomini, guardando me come una qualsiasi ragazza di bell’aspetto, possano fare dei pensieri legati al sesso, viaggiare con la fantasia, ma alcuni mi spogliano con gli occhi, sono selvaggi anche solo con lo sguardo, molti vogliono subito concretizzare i loro viaggi mentali, come se io fossi un qualcosa di inanimato, soggiogato al loro potere. Smettiamola di dare la colpa sempre agli stranieri perché le esperienze che mi sono capitate avevano come protagonisti italiani. Gli stranieri fanno più commenti, i nostri invece agiscono. L’altra mattina, in zona Colosseo, l’ennesimo mette la sua mano viscida dietro, non contento si spinge anche avanti, volendomi dimostrare di essere sua. Al mio tentativo di divincolarmi fisicamente e verbalmente mi ha risposto che se avessi parlato ancora mi avrebbe sbattuto contro il muro. Sono scesa dopo un po’, è stata l’esperienza più brutta della mia vita e la cosa più angosciante è che non sono sicura possa essere lultima.
Quando sono partita dal Sud verso Roma, l’ho fatto con le migliori intenzioni, volevo trovare un lavoro e vivermi appieno la città e tutte le sue potenzialità. Roma ti toglie il fiato ogni volta che cammini per le sue strade, adesso a togliermi il fiato sono i commenti e le mani luride di quegli schifosi che incontro spesso per la mia strada. Forse dovrei fare come alcune mie colleghe, ancora con la mentalità di paese, che vengono in una grande città e si sentono smarrite, magari stanno chiuse in casa perché hanno paura di fare un salto dimensionale nella loro vita. Io però non sono così, voglio vivere la mia giornata al meglio, solo che a Roma non posso farlo. Sono stata poco a Milano ma mi sono sentita più sicura, addirittura, al Sud, dove si sentono sempre le peggiori cose, camminavo più tranquilla. La mia Roma, perché dopo 4 anni la sento anche un po’ mia, è diventata invivibile e lo dico con amarezza. Non credo ci possano essere soluzioni per cambiare la situazione, sono città troppo grandi. L’esperienza più traumatica è successa in zona Colosseo, dove le Forze dell’Ordine sono presenti. Si dovrebbe agire sull’educazione degli uomini, ribadire l’importanza del ruolo della donna e l’assoluta uguaglianza tra generi ed intervenire anche sulle esasperazioni e le deviazioni determinati dal sesso. Sono discorsi lunghi e complessi, per questo ho perso la fiducia.
Certo se dopo la frase di quell’uomo in metropolitana, qualcuno mi avesse aiutato, forse non sarei stata con la sua mano dietro per tutti quegli interminabili momenti, ecco lindifferenza dei padri di famiglia e delle persone in genere è la cosa che mi ferisce di più
Intanto è sera e le luci meravigliose di Roma mi invitano ad uscirema io ho paura»

P.S. Una storia vera, come tante. Una storia orribile, come troppe.

Estratto da un mio articolo su ww.lindro.it.

Ama!

Ama! Anche se tutto sembra non avere un senso.
Ama! Anche se i se e i ma certi giorni possono apparire presenze ingombranti.
Ama! Anche se il soggetto della tua attenzione non ricambia il tuo soffio vitale.

Ama! Non scappare, accetta la sfida, agisci con costanza, rinsalda le fondamenta.
Ama! La casa sembra un miraggio, i soldi sono pochi, gli occhi non vogliono arrendersi.
Ama! Nelle difficoltà due cuori possono emanare un’energia inarrestabile.

Ama! Con tutti gli organi che il Signore ti ha donato, senza aver paura, sempre.
Ama! Adesso, senza credere di non meritarlo, qualcuno lì fuori impazzisce per te.
Ama! Il mondo ha bisogno di amore, il sole ti scalda il corpo, il cuore è bollente da un pezzo.

Ama! Non è facile, tieni stretti i denti, goditi tanti bei momenti!