“Vi ho salvati dall’inferno, voi mi avete avvelenato”

Vi do affetto incondizionato, non mi interessa se siete contenti, nervosi o tristi, io sono lì a scondinzolare, a farvi festa. Voi date tutto per scontato, mi umiliate, a volte mi maltrattate.

Sono compagno delle vostre passeggiate, vi porto io all’aria aperta per i miei bisogni,  così uscite da quelle quattro mura, allentate lo stress del vostro lavoro. Voi avete sempre il solito musone, cominciate ad avvertirmi come un peso.

Sono fedele, non vi tradirei per nulla al mondo, né davanti ad una ciotola piena di cibo né di fronte ad una cuccia tutta nuova. Voi mi legate ad un palo e mi abbandonate, buttando al vento anni di emozioni e sentimenti.

Nelle situazioni di emergenza non mi tiro mai indietro, non ho paura, siete la cosa più importante per me. Vi ho salvati, estratti dalle macerie, salvati da un incendio. Voi mi avete avvelenato, avevo ancora tanto amore da dare e potevo fare ancora tanto per voi. Sono cane, non vi preoccupate, continuerò ad amarvi lo stesso.

Dedicato a Kaos, il pastore tedesco eroe di Amatrice, avvelenato a soli 3 anni.
Vai, fuggi in un posto migliore, riprendi tutto l’amore che “le bestie umane” ti hanno tolto.

 

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“Si comporta in modo strano, ma mi fido di lui”

“Mamma e papà lavorano tutto il giorno, mi lasciano all’oratorio ed io mi diverto. C’è una bella chiesa in mezzo al verde, tante compagnette, un pallone per giocare a pallavolo. Don Marco ci lascia libere, facciamo la preghiera del mattino, parliamo di Dio e di religione e poi ci divertiamo. Quando fa troppo caldo stiamo dentro, quando il sole ci regala un po’ di tregua ci scateniamo.

Mi sento speciale, soprattutto in questo periodo, sembro essere la preferita di Don Marco. A volte mi porta in una stanza, da sola, succedono cose che non mi riesco a spiegare. Dice di sentire tanto caldo, si scosta la tunica, mi tocca.
Forse dovrei parlarne con mamma e papà perché io non so spiegarmi bene cosa succede, ma lui mi dice che è un nostro segreto che rende tutto ancora più speciale.

Ed è vero, rispetto a Martina io ho molti più regali, dolcetti, giochi, me li dà di nascosto perché anche quello è il nostro segreto. Mi porta a fare dei giri in macchina, andiamo a mare, dice che devo vedere quanto è bello. Non so perché, ad un certo punto si comporta in modo strano ma io mi fido di lui, i miei genitori e tutto il Paese parlano benissimo di Don Marco. Ama i bambini ma solo con me vuole fare certe cose, mi sento speciale, mi fido di lui.

Adesso Don Marco non c’è più, lo ha portato via la Polizia mentre facevamo uno dei nostri giri in macchina, non so cosa sia successo, so solo che adesso mamma e papà non mi fanno più andare in oratorio. Mamma piange tutto il giorno, papà urla, dice che gli “vorrebbe spaccare la testa”.
Lo dicevo che quelle cose erano strane ma mi fidavo di lui.

Ah, io sono Giada. Ho visto di sfuggita la televisione, dicono che Don Marco abusava di me. Non so cosa significa ma non deve essere proprio una cosa bella. Mi accontentavo di essere una bambina come le altre, non volevo essere così speciale.

Ma Dio lo sa tutto questo?”

P.S. La pedofilia è un problema serissimo che richiede un approccio più drastico. Non uccidete i sogni dei bambini!

Papà, perché c’è un bambino in mare?

Bambini in mare, corpi senza vita, nessuna simulazione, nessun bambolotto lanciato in acqua, nessun ciak da cinema, solita e squallida realtà.
I figli dei popoli che dovrebbero accogliere si fanno delle domande, per loro è tutto così strano, per noi lo è sempre meno e questa è la peggior sconfitta per il genere umano.

B. “Papà, ho visto una foto su internet, c’erano due persone che avevano in braccio un bambino, cosa gli è successo, non sembra neanche vero, dimmi che è un film papà, forse è Cicciobello, è così fermo!”.

P. “Tesoro, è un bambino vero, è caduto da una barca mentre cercava di raggiungere la terra, quella dove stiamo noi. Non c’è riuscito”.

B.“E come è possibile papà? Io ho preso tante volte le barche con te, non sono pericolose, anzi sono divertenti!”

P. “Non era una barca sicura, era vecchia e piena piena di persone. Il mare era brutto ed è finito in acqua”.

B.“Ma le persone della barca avranno chiesto aiuto, avranno urlato, non li ha visti nessuno?”.

P. “Non c’era nessuno nei dintorni figliolo, purtroppo”.

B. “Papà, non è possibile, quando usciamo noi in barca ci sono sempre tante altre navi, impossibile non li abbia visti e sentiti. Chissà quanto ha pianto quel povero bambino…”.

P. “Forse li hanno visti, ma non tutte le persone sono buone”.

B. “Papà, non ci posso credere. Hanno visto tutte quelle persone in difficoltà e non hanno fatto niente? Ci sono tante navi grosse che potevano salvarli”.

P. “Lo so, hai ragione, ma litigano per chi li deve salvare e nel frattempo a queste persone possono succedere brutte cose”.

B. “Papà, ti prego, dimmi che è uno scherzo, mi vuoi dire che ci sono persone che vedono bambini in acqua che piangono e che non intervengono? Ma sono dei mostri, non delle persone!”.

P. “Succede proprio così, figlio mio!”

B. “Ma papà. Perché non andiamo a salvarli noi. Abbiamo una barca, facciamo un po’ di viaggi e salviamo quei bambini. Magari sono simpatici e possono diventare miei amici”.

P. “Non possiamo farlo noi figlio mio, lo devono fare le persone giuste, quelle che hanno il compito di farlo”.

B. “Ma papà, perché vengono tutti qua da noi? Perché stanno giorni in mare e non stanno a casa loro?”.

P. “Hanno fame, a volte c’è la guerra nel loro Paese, altre volte vogliono semplicemente un futuro migliore”.

B. “Ma è semplice papà, perché le persone giuste che devono salvarli non gli danno un pezzo di pane e un poco di acqua? Per esempio noi a tavola mangiamo troppa roba e spesso buttiamo tutto nel cestino. Papà ti prego, mangiamo di meno e salviamo quei bambini”.

P. “Vorrei poter fare qualcosa figlio mio, ma non tocca a me”.

B. “Papà, ho visto un bambino morto in spiaggia, un bambino come me, perché io sono così fortunato e lui no?”.

P. “Dipende da dove nasci, dipende dal destino, dipende da Dio”.

B. “Ma se muore in mare, mentre nessuno lo salva, non dipende da noi? Papà, perché è così cattivo l’essere umano? E se avessi bisogno anche io di essere salvato un giorno, mi lasceranno morire?”