Una terra che fa incazzare

Sono incazzato con la mia terra, sì, proprio lei, mare, sole, natura, bellezza, ma quanto spreco! Sono incazzato con lei, non ne posso più di continui saliscendi di emozioni.

Ho dovuto dare l’arrivederci, ancora una volta, addio no, ho troppe cose lasciate indietro e soprattutto troppe persone che mi aspettano lì. Frequento l’università, il mio corso di laurea solo in un’altra città, qui non c’è e non pensate che sia qualcosa di complicato o stravagante, semplicemente la mia terra ha deciso di farmi fuori!

Ho dovuto lasciare famiglia, ragazza, amici e cane, non ho potuto scegliere, ho il diritto di sognare, di provarci, di costruirmi una carriera. Ho pianto tanto, ancora piangerò, è sempre difficile, risali sempre con un pezzo in meno ma non ti senti mai più leggero.

La mia terra mi fa piangere, mi sbatte le porte in faccia, mi fa incazzare giorno dopo giorno, quando ritorno è un continuo sangue che ribolle, bella e stronza, come tante ragazze incontrate nel mio cammino.

La mia terra mi fa incazzare ma mi manca, anche se non merita la mia malinconia, è un rapporto unilaterale, mi prende a cazzotti in faccia continuamente.

La mia terra mi costringe a scegliere, non posso avere affetti e lavoro, amore e studio, devo scegliere con chi stare, eppure vivo in una Regione di una Nazione che chiamano “industrializzata”.

La mia terra mi metta alla prova, spalle al muro, io e i miei limiti, lontano da tutto, guardo in faccia i miei sogni e provo a crescere sconfiggendo le mie paure.

La mia terra dovrebbe accogliermi, cullarmi, coccolarmi, sono un suo “prodotto”. Si è dimenticata di me ma io non la dimentico. Tornerò da quella “stronza”, mi ha tolto tanto ma non mi toglierà mai il diritto di sognare.

Tornerò, devo fare qualcosa per lei, devo aiutarla, si deve risollevare! Staremo bene insieme, io, lei e gli amori della mia vita!

Annunci

Il cancro NON è un dono

Il cancro è un dono“, così Nadia Toffa, giornalista de “Le Iene”, durante la presentazione del suo libro “Fiorire d’inverno”. Nel 2017 le viene diagnosticato un tumore, segue le cure debilitanti del caso ma continua ad essere presente sui social e in televisione.

Parliamoci chiaro: alla voce cancro, nel dizionario dei contrari, segue la parola dono.
Il cancro è una malattia, può piombarti addosso come una sciagura, non guarda in faccia nessuno, non ascolta le tue storie personali. Sono stato volontario per dieci anni in un reparto di oncologia pediatrica, ho vissuto indirettamente alcune vicende di amici, ne ho viste tante, ma non le ho vissute direttamente sulla mia pelle, mai e poi mai mi permetterai di dare giudizi o di emettere sentenze.

“Il cancro è un dono”, un’espressione infelice e forse neanche volontaria. “Il cancro è una possibilità”, sì, anche questa affermazione è forte ma forse più veritiera. Per Nadia Toffa “il mostro” può essere stato un dono, io la vedo Più come possibilità, d’altronde quando sei con le spalle al muro non puoi che mettere ordine alla tua vita, già solo perché non sai quanto tempo avrai. Possibilità di essere finalmente te stesso perché non hai altra scelta, possibilità di dire “un ti voglio bene” dato troppo per scontato, di piangere, di apprezzare le piccole cose della vita come “doni meravigliosi“.

Continuiamo a parlarci chiaro: spesso il cancro non è neanche una possibilità. Uccide velocemente, spazza via tutto, non ti dà nemmeno il tempo di fare ordine. Sì, se lo affronti con spirito da guerriero puoi avere una freccia in più nel tuo arco della speranza ma non è detto che basti. Affrontarlo con fede e positività è meglio ma non tutti sono in grado, debilitati, incazzati, caduti in un vortice senza possibilità di appello.

Va benissimo il sorriso di Nadia, ben venga la grinta, ma non tutti siamo uguali. A proposito, la giornalista afferma anche “che tutti possono sconfiggere il cancro” e che “tutti i tumori sono uguali“. Inutile sviscerare dati scientifici fin troppo ovvi sulla profondità del tumore, sulla sua estensione e via dicendo, la risposta è semplice e sta nei piccoli grandi drammi di tutti i giorni. Bambini appena nati e già intubati, forze della natura prese a cazzotti dalla violenza del male, famiglie lacerate, amori spezzati.

Viva il sorriso, la forza di volontà, lo spirito da guerrieri, la positività, l’attaccamento alla vita e il trionfo della spontaneità ma RISPETTO ASSOLUTO anche per il lato brutto della malattia, che c’è e non è di certo più tenue. Eh sì, perché ci sono persone che hanno vissuto il dolore di una perdita, che devono elaborare, che probabilmente non lo faranno mai del tutto, che hanno difficoltà ad accettare e a lasciarsi andare.

Difficoltà a vivere, dopo aver ricevuto “il dono più brutto della loro vita“, difficoltà a raccontare la loro storia. Restano dei piccoli grandi eroi quotidiani pur non avendo pubblicato il loro libro.

Se proprio vogliamo mantenere la parola “dono”, facciamolo. Dono è un genitore che continua a crederci nonostante tutto, dono è un insegnamento da un bambino senza capelli ancora capace di ridere e di giocare, dono è una guarigione improvvisa, dono è la forza di chi ne è uscito e aiuta gli altri a non caderci, dono sono i ricercatori che cercano in tutti i modi di combattere quella brutta malattia chiamata cancro.

Quanti sorrisi vuoi ancora perdere nella tua vita?

Sorridi spesso, qualunque cosa ti accada. Sorridi per te stesso, per dare risalto alla tua anima, per scaldare il tuo corpo.

Sorridi tanto, se proprio non riesci a farlo per te fallo per il tuo vicino, per le persone che incrocerai, per la tua famiglia, per i tuoi amici.

Sorridi sempre, hai i muscoli del viso che si ribellano, ti sei svegliato con il piede storto, ma fallo per la società, per la tua terra, per un mondo migliore.

Sorridi ora, non rimandare, non costa niente. Vuoi perdere la possibilità di sfruttare una delle poche cose gratuite rimaste?

Sorridi anche in questo momento, nella fase più buia della tua vita, a poco a poco. Da cosa vuoi cominciare, se non da un piccolo sorriso, per rivedere la luce?

Sorridi per favore, anche in questo momento di tensione, anche con una salute precaria, lo so è difficile, sembra insensato ma non sai quanto bene può farti!

Sorridi, fallo anche senza motivo, creerai un effetto domino di bocche che si schiudono.
E se incontri tanti bronci sorridi ancor di più, accetta la sfida!

Sorridi al tuo amore, alla vita, ad un cielo azzurro, ad un tramonto come ad un mare in tempesta, davanti ad un tappetto rosso come ad una buccia di banana.

Fallo ora, quanti sorrisi vuoi ancora perdere nella tua vita?