Scegli con chi viaggiare in questa vita

Scegliere, che bel verbo! Scegliere chiama libertà, a volte indecisione, un lusso dell’era moderna dove le cose ci vengono imposte dall’esterno.

Non scegliamo i compagni di lavoro ed eccoli lì, ad assorbire tutte le nostre energie.

Non scegliamo i parenti ed eccoli lì, a deliziarci tra apparenze, invidie e gelosie.

Perché scegliamo forse con chi viaggiare in autobus? Le discussioni che ci sorbiremo dal nostro vicino di treno? I compagni di un viaggio avventuroso come i vicini di casa di una vita?

Tutto demandato al destino, alla sorte, alle nostre esperienze e noi, che ci stiamo a fare?
Diciamocelo francamente per quanto cerchiamo di sviluppare una corazza, creandoci una nostra indipendenza, abbiamo bisogno del prossimo, di un po’ di umanità, di contatto fisico e spirituale.

La vita dipende anche da chi incontriamo nel nostro cammino. Percorriamo vari tratti, diversi sono i protagonisti, alcuni ci accompagnano per un lungo tragitto, altri per brevi sprazzi, alcuni addirittura per sempre (e quindi anche nelle altre vite????).

Destino? Mah. Non scegliamo forse i luoghi dove trascorrere il nostro tempo, gli orari in cui andarci, il tipo di esistenza che fa per noi e via dicendo? Di certo per prendere una boccata d’aria non penseremmo mai di andare in una sala fumatori…

Persone: ce li troviamo accanto, ci svegliamo con loro, influenzano i nostri umori, ci fanno crescere o decrescere in base alla loro positività o negatività. Se vuoi diventare un leone non stare tra le pecore, se ti piace il profilo basso non frequentare gli esaltati.

Che ci piaccia o no, abbiamo un ruolo importante in questa vita, ne siamo protagonisti,  con le nostre scelte, facciamo salire a bordo solo le persone che ci fanno del bene!

“Mamma sono io, tuo figlio”

“Mamma sono io, tuo figlio”.
“Vieni Paolo, accomodati, come stanno Giacomo e Luca?”
“Studiano, sono sempre impegnati con la scuola e con lo sport, ma ci danno anche tante soddisfazioni”.
“E Rosanna ha risolto quel fastidioso problema con la schiena?”
“Sì mamma, sta facendo fisioterapia, va un po’ meglio”.
“E tuo fratello? Non lo vedo da troppo tempo, che notizie mi porti?”
“Mamma non so, mi stai facendo il terzo grado, perché non chiedi direttamente a lui?”
“Scusami credevo che…”
“Adesso vado, devo prendere i bambini al basket. A domani mamma”
“Ciao tesoro, guida piano”.

“Mamma sono io, tuo figlio”.
“Chi sei tu, non ti conosco, sei un amico di mio figlio?”
“Mamma sono Paolo, oggi non mi riconosci?”
“Tu non assomigli a Paolo, lui è diverso”.
“E com’è?”.
“Ha una voce dolce, viene a trovarmi tutti i giorni, dovrebbe arrivare qui a momenti…”.
“Che bello, vorrei tanto anche io avere una mamma come te…
“Non sono perfetta, a volte gli faccio troppe domande e si spazientisce”.
“Allora vado, lui starà arrivando a momenti”.

“Mamma sono io, tuo figlio”.
“Paolo, figlio mio oggi sei arrivato più tardi, va tutto bene?”
“Sì mamma, lavoro, tanto lavoro, ma non preoccuparti, starò tutta la sera con te”.
“E i bambini, tua moglie? Hanno bisogno di te”.
“E io? Ho bisogno di te, della mia mamma, fammi tutte le domande che vuoi…”

Dedicato a tutte le famiglie che hanno affrontato, affrontano e affronteranno l’Alzheimer e la sua spiazzante imprevedibilità.

 

Siamo il Paese che siamo

Siamo il Paese del buon cibo ma anche quello che ne butta tonnellate invece di donarlo ai più poveri.

Siamo il Paese delle tasse sempre più pressanti nonostante ci manchino i servizi essenziali.

Siamo il Paese in cui le istituzioni ti sbattono in faccia le scadenze ma si prendono più tempo del dovuto per un rimborso o un risarcimento.

Siamo il Paese della Costituzione e della legalità ma poi ci comportiamo da assassini della giustizia.

Siamo il Paese di Dante, Petrarca e Leopardi, ma risultiamo essere il popolo più ignorante d’Europa.

Siamo il Paese della modernità e dell’avanguardia, ma se sei nero o hai altri gusti sessuali sei sbattuto in un angolo.

Siamo il Paese del sole, del mare e dell’ospitalità, ma se nasci a Sud sei spesso costretto ad emigrare.

Siamo il Paese dello Stivale, bello ed elegante, ma lo usiamo per calpestare sogni e dignità

Siamo il Paese che siamo, non quello che dovremmo essere.