La sensibilità non è vergogna, è un patrimonio da conservare, da difendere con le unghie e con i denti, da esaltare. In un mondo sempre più veloce, dove non ci si sofferma come si dovrebbe sui sentimenti e i valori, la sfida è quella di rivendicare il diritto di essere sensibili, di fermarci, commuoverci e perché no piangere anche davanti ad un film.
D’altronde, non mi sembra che la nostra società stia attraversando un buon momento, qualcosa non va, l’indifferenza ha preso sempre più piede così come la smania di potere e di denaro.

Dimostrarsi umani spaventa, si perdono corazze e maschere e si rischia, essere se stessi è la sfida più grande di questo milennio e dobbiamo vincerla.
Essere sensibili è un’impresa, chi lo è troppo deve convivere con sofferenze amplificate ed emozioni al cubo, chi lo è troppo poco si strugge per riuscire a compiere un salto di qualità e poi c’è chi sta bene così come è, nel suo giardino d’indifferenza.

La sfida è quella di coinvolgere sempre più persone in certi temi, di sciogliere certi cuori di ghiaccio e di diffondere il culto della sensibilità che, ricordiamolo, non è un reato

Annunci