Un selfie all’anima

Amo la tecnologia, la velocità di pensiero che ci ha regalato, i contatti facili in tutto il mondo, la rapidità d’informazione. Ho qualche dubbio sul suo abuso che tra 50 anni (ottimisticamente, ma credo tra molto meno) assumerà proporzioni preoccupanti.

Si vive di emozioni, di attimi impressi nella mente, di momenti indimenticabili perché custoditi nell’anima. Quando c’è un evento prendiamo per prima cosa il cellulare, un click e immortaliamo tutto, abbiamo colto l’attimo tecnologico ma abbiamo perso l’attimo di vita.

La canzone del tuo cantante preferito in un concerto, smartphone in mano, alla ricerca della risoluzione perfetta, intanto ci perdiamo le corde emozionali sfiorate da quelle parole, una “memoria storica” che vale molto più di un video in mezzo a mille altri.

Il nostro bambino che cammina per la prima volta, una gioia unica, da vivere pienamente. Un tramonto in una location in cui non torneremo più, il silenzio di una montagna pieno di messaggi per noi. Le foto regalano ricordi, consegnano malinconia, fissano l’attimo ma non parlano, potevi essere protagonista della scena ma sei stato dietro le quinte.
Sì, è vero, hai realizzato lo scatto migliore da un’angolatura perfetta, lo guardi e lo riguardi fiero ma a volte fai fatica ad entrare nel tuo stesso riquadro.

Forse sarebbe il caso di vivere la scena prima di immortalarla.
Forse il carpe diem sta in un respiro di vita al momento giusto e non in un click istantaneo.
Forse il selfie dell’anima, alla fin fine, è l’unico per cui valga la pena “scattare all’istante”

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Il silenzio della notte

Guardo il cielo,
odo il mare,
il silenzio della notte mi coglie all’improvviso
come musica che allieta le orecchie.
Pioggia e fulmini,
vento e saette,
il silenzio è stato squarciato
quella musica non è più così soave.
Notte tiepida,
luna bollente,
le voci sono come note lunghe e lievi
la mente vaga su pascoli e montagne.
Notte fredda,
luna annebbiata,
le voci sono come lame taglienti
la mente non mi concede tregua.
Bello e brutto.
Bianco e nero.
Dolce e salato.
Questa è la vita
Questo è il nostro sentiero.

 

Il Natale dell’anima

Siamo arrivati, puntuali. Natale con tutte le sue luci e i suoi regali, le musiche, le strade affollate. Tutto bello, tutto molto bello ma oggi decido di parlare di un altro Natale, quello che si vive dentro ognuno di noi, prendiamola come occasione per fare qualcosa che abbiamo rimandato, per fare bene e farsi del bene.
A Natale non siamo tutti più buoni, a Natale c’è chi percepisce una solitudine acutissima, più che ogni altro periodo dell’anno. C’è chi rifiuta di festeggiare, chi non può godere della visita dei propri parenti nemmeno nel giorno “più caldo” dell’anno, c’è chi non può permettersi una tavola imbandita mentre magari, nella casa accanto, nello stesso momento, si buttano tegli e teglie di cibo.
La povertà e la solitudine non spariscono all’improvviso, il 24 e il 25, si fanno forti, pungenti. Un solo antidoto, visto che politica e aridità del mondo non riescono a ridare speranza: la ricchezza dell’anima.

Due chiacchiere con il solito barbone, accucciato nella solita coperta in quel gradino lercio e freddo, possono avere un effetto “clamoroso”, sia su di lui sia su di voi. Valgono più di cento coperte, di quattro teglie di lasagne, di acqua e vino che, comunque, fanno sempre piacere. Calore umano, questo sconosciuto, non costa nulla in termini economici, costa tanto internamente, crea sconquasso, terrorizza. Stiamo riprendendo contatto con la nostra parte più vera, ci mostriamo deboli, fragili, non possiamo permettercelo!
Quanto siamo cretini noi uomini! Facciamo di tutto per procurarci dolore, un genitore anziano aspetta la nostra visita un anno intero e accampiamo una scusa, anche a Natale. Gli amici sono più fighi, tanto l’anno successivo avremo tempo per recuperare.

Non facciamo i conti col destino, con Dio, con la vita, con il tempo che passa. Non cogliamo l’attimo. Col barbone ci parlerò domani, tanto è sempre lì, a mia mamma dirò ti voglio bene lunedì, tanto la vedo ogni giorno, andrò da mio nipote in ospedale la prossima settimana, tanto ha così tante persone che lo vanno a trovare!
Non capiamo quali benefici porterebbe anicipare i tempi, vampate di calore purissimo, contatto con la nostra parte più umana, tacche di speranza regalate ai nostri interlocutori e un mondo migliore. Facciamolo tutti e, a scacchiera, condizioneremo i nostri vicini, i parenti, i popoli, le genti di tutto il mondo.

Natale è il momento migliore, per sentirsi meno soli, per smetterla di farci tutti del male.
Che sia un Natale dell’anima e calore porterà calore.

Auguri a tutti!!