Volevo solo un lavoro

Volevo solo un lavoro, me lo garantisce la Costituzione, busso porta a porta ma non trovo niente.

Volevo solo un lavoro, cinque anni di studio e una laurea, lacrime in volto e valigie in mano.

Volevo solo un lavoro, anni di tirocinio sottopagati e odore di promozione, fino all’arrivo della bionda procace.

Volevo solo un lavoro, in una stanza doppia ho tenuto duro, mi hanno buttato fuori, è arrivato il cugino del capo.

Volevo solo un lavoro, sono bella ma soprattutto brava, ho rifiutato un compromesso, sono a casa con un grosso punto interrogativo sulle spalle.

Volevo solo un lavoro, mando curricula tutti i giorni, ho competenze e versatilità ma le uniche mail di risposta sono solo pubblicità.

Volevo solo un lavoro, mi hanno detto che potevo crearmi una famiglia, sono stato ingannato dal mio Paese.

Volevo solo un lavoro, guardo programmi italiani e mangio cibo italiano, la Germania mi ha offerto una grande opportunità.

Volevo solo un lavoro, dicono sia un mio diritto ma nessuno paga per la sua violazione.

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Questa politica uccide la Costituzione!

Aspettiamo il 4 dicembre, con impazienza. No, non perché siamo smaniosi di votare, anche perché, diciamocelo chiaramente, non cambieranno di molto le cose. Vogliamo che arrivi quella data per non sentire più gli “starnazzi” dei politici!
Tutto è cominciato con un mezzo autogol di Renzi, lui, il Presidente del Consiglio, colui che dovrebbe ragionare almeno dieci secondi prima di parlare, esordisce: “Se vince il no, mi dimetto“.
Pazzo! Che arma ha consegnato ai tuoi detrattori! Poi il cervello finalmente si riconnette, comprende l’autogol clamoroso che si sta insaccando in rete e ferma la palla sulla linea, rimangiandosi tutto. Troppo tardi? Probabilmente, perché saranno tanti i cittadini che voteranno No per questo motivo, parlano i dati, i numeri, giusto o sbagliato che sia!

Il punto è però un altro: la politica sta uccidendo la nostra Costituzione, l’ultimo baluardo di un’Italia unita, frutto di una lunga discussione, di continui contemperamenti tra parti politiche variegate. I Padri Costituenti hanno sfornato una vera e propria prelibatezza, dal 1948 cittadini e politicanti hanno a propria disposizione uno strumento completo e ben scritto per orientarsi nella giungla sociale. Migliorabile? Certamente, ma non nei principi fondamentali che sono ineguagliabili per chiarezza e bellezza d’espressione.

Ben vengano dunque le modifiche ragionate, le discussioni costruttive, ma evidentemente non in questo Paese, dove si parla di Costituzione a vanvera e dove, sono sicuro, il 4 dicembre si voterà con la pancia, per simpatie e antipatie, colori politici e pubblicità accattivanti. Saranno pochi, pochissimi, quelli che entreranno in una cabina elettorale con una conoscenza, anche di massima, della materia.
E, si badi bene, qui si parla in primis dei politici: Renzi e il Pd voteranno Sì (a parte qualche eccezione) gli altri No perché bisogna andare contro il governo, perché si fa parte dell’opposizione. Chi vota sì lo fa magari per non esprimere lo stesso voto di Salvini, chi si esprime per il no, probabilmente, vuole un ribaltone al Governo. Che discussione povera!

Ditelo ai Padri Costituenti che si sono fatti il mazzo per trovare una soluzione che andAsse bene per tutti, che poi, in parole povere, dovrebbe essere lo scopo principale della Politica, quella vera, non quella delle chiacchiere da bar.
I politici di oggi, anche se si fa davvero un grande sforzo a chiamarli così, stanno distruggendo lo spirito con cui è nata la Costituzione, l’ultimo dono fatto all’umanità prima che chiacchieroni di destra, di centro e di sinsitra animassero la scena con battaglie di colore.