Cambia te stesso, non farti cambiare dagli altri!

“Quando mi sono svegliato senza le gambe ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa”. Alex Zanardi è un maestro nel controllo della mente, ha superato qualsiasi ostacolo, sia in pista che fuori, ha sviluppato una completa padronanza di sé.

Ma quanti noi possono dire di avere il controllo della propria mente? Quante incazzature per gli atteggiamenti dei nostri colleghi, per il comportamento dei nostri cari ecc.. Ma non glielo abbiamo forse consentito noi? Eppure possiamo essere impenetrabili se solo ci lavorassimo con costanza e impegno.

Come un muscolo, non si va forse in palestra per svilupparlo? La crescita personale è questa, non restare in balia delle onde ma dominarle, essere ben saldi di fronte alle difficoltà e agli inconvenienti della vita.

“Sono nato così e morirò così”, una frase che sento spesso. No, è troppo comodo! Siamo esseri plasmabili e la cosa bella è che possiamo essere noi stessi a modellare la forma ideale. Non permettiamo forse alla società e alle convenzioni di incidere sul nostro comportamento? Ci facciamo belli per gli altri, facciamo il lavoro che piace ad altri, cerchiamo di essere quanto più possibile attaccati al treno sociale.

Poi arriva un attimo in cui ci sentiamo confusi, ci capitano cento cose contemporaneamente e sbandiamo senza controllo, anche il più piccolo impedimento diventa una catastrofe.

Eppure c’è chi agisce secondo la massima “ogni impedimento è giovamento“, chi vede la difficoltà come occasione per superare se stesso e i propri limiti, c’è chi si fa una risata o si rifugia nel suo angolo dorato anche nel bel mezzo di una tempesta.

Ci sono popoli che esultano durante un funerale perché vedono la morte come un fatto positivo. Magari questo è troppo per chi butta all’aria una giornata per un ombrello rotto ma basta fare il primo passo e cominciare il cammino.

Cambia te stesso, non farti cambiare dagli altri!

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Dialogo tra un accumulatore folle e un folle spirituale

I soldi fanno la felicità, non ho dubbi, prova a costruire la tua soddisfazione personale senza quelli e vedrai…
I soldi non fanno la felicità affatto, essa si costruisce sulla crescita personale e spirituale, passo dopo passo, altro che assegni, Ferrari o transatlantici.

Dove sta la verità? Da attento osservatore credo che l’essere umano sia mosso dalla prima convinzione, vedo una bulimia sempre crescente di cose materiali, accumulatori seriali, raccogliamo, mettiamo da parte, una gara continua con il nostro vicino di casa, non ci riposiamo mai e non ci godiamo nulla di quanto abbiamo a disposizione.
La seconda categoria di persone? Folle. Come si sviluppa una persona se non cresce contestualmente il suo conto in banca? Guarda qui, io ho la mia nuova macchina mentre tu curi il tuo spirito. Col tuo spirito ci mangi?
Non sono nato folle, anzi c’erano tutti gli indizi per rientrare nella prima classe, ma lo sto diventando, con orgoglio. Nella schifosa normalità con cui ci confrontiamo ogni giorno, ci vogliono attributi solidi da sfoderare per andare controcorrente.
Ecco un dialogo ipotetico tra un accumulatore e un “folle”.

A. Cosa fai nella vita?
F.  Scrivo.
A. Scrivi? E come fai a mantenerti? Dovevi fare l’avvocato, il medico, il portafogli sarebbe stato sempre pieno. Il mondo è dei professionisti, gli artisti sono ai margini delle strade, il loro talento come cuscino per dormire sotto un ponte, nulla più.
F.  Ho deciso di curare il mio spirito e il mio essere per ricercare la vera felicità. Ho provato ad omologarmi, non ce l’ho fatta, faccio parte dei folli, rischierò ma sarò coerente con me stesso.
A. Bella storia, ma come ti togli le soddisfazioni della vita stentando in questo modo? Lavoro 12 ore al giorno, mi ritiro a casa stremato, faccio solo quello, ma nel weekend mi godo quanto accumulato. Lo faccio anche per i miei figli, li vedo pochissimo ma si ricorderanno di me quando riceveranno tutta questa eredità.
F. Che senso ha comprare montagne di giocattoli per i tuoi figli se poi non hai il tempo di scoprirli con loro?
A. Beh vedessi quanto si divertono, non posso fermarmi, lo faccio per loro!
F.  E se ti dicessi che lo fai per te stesso e non per loro?
A. Balle, faccio di tutto per renderli felici, tu piuttosto, sei giovane ma prima o poi dovrai farti una famiglia. Come la manterrai?
F. Intanto sto lavorando su me stesso e sulla mia persona, per poter accogliere l’amore e tutto ciò che ne deriva. Ogni gioco che comprerò ai miei figli lo spacchetterò con loro, sì, saranno poche le cose che offrirò ma avranno sempre il mio tempo. Per ora dono amore al mio prossimo, col volontariato, con un sorriso ad un passante, con il più semplice dei gesti. Non guadagno niente di materiale, semplicemente semino, lascio qualcosa di me in questo mondo, piccole cose in confronto alle tue ricchezze ma mi accontento.
A. Perché non fai un lavoro più remunerativo, non sei nelle condizioni di poterti permettere di perdere tempo col volontariato.
F.   Hai mai provato?
A.   No e che ci guadagno?
F.   Prova e vedrai.
A.   Fossi matto! Non ho tempo, ho tante di quelle cose da fare!
F.   Sai che, quando sarà finito il tuo tempo, non potrai portati nulla di materiale? Lavorerai fino al giorno prima della tua morte, eppure potrai portati solo la tua anima al di là di questa vita.
A.  Tanto io non credo e poi quello si vedrà! Scusa mi chiamano, ho un appuntamento urgente, non posso perdermi in chiacchiere.