Usa quel fottutissimo cuore!

E se non fosse la cosa giusta? Penso, ripenso, rimugino, non riesco a venirne a capo, avrò fatto bene?

D’altronde me la sono sentita, è stato un moto proveniente direttamente dalla pancia, un istinto quasi naturale, ho azzerato ogni pensiero e sono andato spedito.

Adesso chi fa i conti con me stesso? La mente mi sconvolge con mille dubbi, mille scenari possibili, bianco, nero, ma in mezzo quante sfumature!

Sai che ti dico, mi sentivo di farlo, sai quando le gambe cominciano a camminare prima che il cervello gli dia impulso? Bene, è successa la stessa cosa, non me lo so spiegare, è stato strano.

Arriva il momento di dormire, mi giro e mi rigiro, elaboro possibili scenari, forse dovrei lanciare una monetina per decidermi, adesso chi prende più sonno!

Sono a fine serata, la testa la uso solo per i calcoli, agisco d’istinto, come in  una connessione magica, non ho bisogno di pensare, di riflettere, scelgo!

Mente, impulso, ragione e istinto, che partita, colpo su colpo, una passa in vantaggio e l’altra pareggia, chi vincerà?

Sento qualcosa battere, forte, sempre più forte, è regolare. Stavolta decido così, sento uno strano calore che mi pervade, sento di fare la cosa giusta e, anche se non la faccio, mi sento bene.

Dovrei decidermi ad usare quel fottutissimo cuore ogni tanto!

 

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Sono Rimpianto e sono venuto a ricordarti che non sei immortale

Ciao sono Rimpianto, vengo a trovarti quasi sempre, specie negli anni della tua vecchiaia, vorrei risparmiati la mia visita ma mi costringi ad essere presente.

Non hai detto “Ti voglio bene” a tua madre, prima di accorgerti che ormai era troppo tardi.
Non hai detto “Ti amo” a quella persona, prima che te la portasse via un altro uomo.
Eppure avresti tutti i mezzi per tenermi lontano, hai istinto, hai cuore, ah se sapessi combinarli con la testa!
Invece pensi poco o pensi troppo, non hai mezze misure e nel frattempo il tempo passa, inesorabile, io ti ricordo semplicemente un fatto assodato: tu non sei immortale.

Ti comporti come se avessi assicurato il domani, come se tutti aspettassero te. Tendi a rimandare o a “procrastinare”, un termine più aulico che non cambia di una virgola il concetto, non puoi variare l’orologio della vita, le lancette non le governi tu.

Perché quel freddo pomeriggio di febbraio non hai aiutato quel barbone? Pensavi lo avrebbero fatto gli altri poco dopo, pensavi che tanto di gente generosa in giro ce n’era tanta, appena hai letto il giornale e hai visto che fine aveva fatto quell’uomo, sono venuto di nuovo a farti visita.
E quelle continue avvisaglie, quei dolori allo stomaco, perché non curarli prima invece di affrontarli a gioco fatto, con una diagnosi terribile?

Mettitelo bene in testa mio caro o mia cara, tu sei fallibile, tu sei mortale. Se pensi di poter fare domani quello che non hai fatto oggi, potrà andarti bene, una, due, mille volte, ma ci sarà il momento in cui ti girerà male e non so se potrai essere qui a raccontarlo.
Ti costa tanto mettere da parte il tuo orgoglio per chiudere i conti col passato? Che ci vuole a dire un “Ti voglio bene” ai tuoi genitori? Credi di essere meno uomo?

Sai, a volte mi confronto con Rimorso, per certi versi ci assomigliamo, ma lui coglie le persone una volta che hanno agito, una volta che hanno dimostrato di essere fallibili.
Io giungo quando un’azione non si può più fare, quando una frase non può più essere detta, a trovare una persona che non ha fatto quello che avrebbe potuto o dovuto fare.
Soffro anche io insieme a quella persona, mi perdo dentro ai suoi occhi, alla malinconia di chi ha perso l’attimo, vorrei cambiare il corso delle cose ma non dipende da me

Dipende da te, dalla tua consapevolezza di essere Uomo, con le tue fragilità e il tuo tempo limitato, con la necessità di realizzarti, di fare quello che ti senti subito, senza se e senza ma, senza camminare con le gambe della società, ascoltando il tuo cuore, ora e sempre.

Evitami come la peste, renderai la tua esistenza ricca e felice.

La vita irrazionale

Sei qui, ma ti senti lì

fai qualcosa di diverso

gli altri in altra direzione

tu non sentirti perso.

Il cuore come un pilastro

la pancia è la tua guida

ad attenderti il tuo astro

quanto è dura la salita.

La paura si affaccia

senti ancora le grida

conta sulle tue braccia

e insegui la tua vita.

Irrazionale, di nicchia

A volte ti dà tregua

A volte ti picchia.

Inseguila, prendila

È la tua strada per la felicità.

Tra ragione e istinto fai vincere il cuore!

“Si fa così”. “No, si fa così”. “Ma sai che forse c’è un altro modo di vedere le cose?”.
La nostra mente è la nostra più grande risorsa, ci sono confini che non esploriamo, potenzialità inespresse, una vera e propria bomba ad orologeria. Usiamola bene e sarà la nostra più preziosa alleata, usiamola male e ne finiremo inghiottiti.
Pensare troppo non serve, lei è diabolica. Si chiama ragione ma non per forza con accezione positiva. Ci sabota, ci mette alla prova, ci inganna, ci offre anche la soluzione giusta ma come riconoscerla in mezzo a questo labirinto?

Poi c’è l’istinto che ci porta a commettere tante sciocchezze. Siamo avventati, ci dicono che possiamo essere istintivi solo da giovani, quando tutto è concesso, quando tutto deve essere fatto il prima possibile. Sbattiamo, cadiamo, ci rialziamo, a volte azzecchiamo la strada giusta, sicuramente ci risparmiamo le ore passate dentro la nostra mente a rimuginare sul da farsi. Si chiamano decisioni di pancia, c’è chi le ha sempre adottate e si è sempre trovato bene nella vita.

Poi c’è “Sua Maestà Cuore“, un organo da maneggiare con ancora più cura perché nobile, non possiamo proprio permetterci di maltrattarlo, indica spesso la strada giusta, ci mette a contatto con la nostra vera natura, con la nostra umanità.
Parla piano, a volte è silenzioso, dobbiamo scavare tra il chiasso della mente e il trombone dell’istinto, una vocina che ha in serbo per noi una soluzione.
Batte forte, raramente ci delude. Rosso, bello, spesso vincente.