Non lasciamola vinta a questo mondo di merda!

Un femminicidio al giorno, se tutto va bene, se siamo fortunati.
Sei alla fermata del tram e ti spaccano la testa, senza motivo, come se ci fosse un motivo, comunque, per spaccare una testa.
Professori settantenni che seducono giovani alunne sfruttando la loro posizione di vantaggio.
La sede di “Save The Children” attaccata in Afghanistan. Sì, proprio il rifugio di chi si impegna per dare speranza a bambini già abbastanza bersagliati dalla vita.

Preti pedofili, sì proprio quelli che dovrebbero instillare nei giovani messaggi di pace e amore.
Politici corrotti, molestie sul lavoro, giornalisti presi a pietrate perché stanno documentando la merda che c’è in giro. Mafia di qua, mafia di là, 100 arresti al giorno e poco cambia.

Ripartiamo da qui, c’è tanta merda in giro, inutile usare giri di parole, inutile cercare termini più blandi. Prima i giovani avevano un sogno adesso hanno un coltello in mano, girano le baby gang e seminano il terrore. Hanno fallito le famiglie, la Chiesa, le scuole e lo Stato.
No, non possiamo lasciare perdere, non possiamo rassegnarci, anche se vedere il telegiornale è una pugnalata al cuore, più forte, ogni giorno.

Affidiamoci agli eroi, alle mosche bianche, ai magistrati che combattono il male, ai volontari in zone di guerra, ad una famiglia unita fondata su valori sani. Affidiamoci alla normalità che nel mondo di oggi rappresenta la vera follia. Affidiamoci a chi trasforma le difficoltà in spinte per migliorare l’umanità, non smettiamo di essere esempi positivi per la parte sana che ancora resiste.

Non lasciamola vinta a questo mondo di merda!

 

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La rivoluzione dell’essere fratelli

Siamo singoli, siamo gruppo, siamo famiglia, siamo società, siamo mondo.
Una progressione umana, un processo di crescita, ancora, purtroppo, solo una bella ambizione.
Abbiamo difficoltà ad accettare noi stessi, a vivere bene soli nella nostra stanza, a sentirci ingranaggi utili nello stesso meccanismo. Il gruppo nasce e si scioglie alla velocità della luce, sotto il segno dell’invidia, a causa di dinamiche quasi sempre legate al mondo del “materiale”. La famiglia c’è e non c’è, spesso coronamento di un amore bellissimo, sempre più “rifugio di convenienza” per chi non riesce ad ascoltare se stesso.
La società va male e non c’è bisogno di sintonizzarsi sul telegiornale per rendersene conto. Il mondo si lamenta, in ogni suo anfratto.

Come fare per uscirne? Riusciremo mai a far girare questa enorme palla nel verso giusto?

Secoli di studio sui movimenti della Terra, sul Sole, sui pianeti, ma il moto rivoluzionario che deve interessarci è un altro e parte da ciascuno di noi.
La rivoluzione sta nell’ordinario, nel completamento di un percorso di crescita per passare poi allo step successivo, nella consapevolezza di essere utile e nello stesso tempo indispensabile.
Io devo lavorare per stare bene con me stesso, a quel punto nel gruppo sarò una pedina importante per il suo funzionamento, sarò una rotella imprescindibile nell’equilibrio di una famiglia. La società non è altro che un insieme di gruppi e di famiglie che, se camminano nel verso giusto, contribuiscono ad un mondo che, finalmente, funziona.

Lo so, è già difficile guardarsi allo specchio e piacersi, è arduo dire ti amo ad una persona presi come siamo dalle logiche della vergogna, un ti voglio bene è un’impresa degna di Ercole, un gesto di gentilezza nei confronti del vicino di casa non è dovuto, non abbiamo tempo per farlo.
In una coppia l’espressione massima dell’amore è: “Io amo solo te, soltanto te“, o ancora “Io appartengo a te e a nessun altro”. Abbiamo un migliore amico, un numero preciso di figli e animali domestici.

Il salto di qualità va fatto partendo da questo. Io amo il mio partner, amo la mia famiglia, ma ho amore da dare anche al mio fratello che incontro per strada, ad un bambino con la faccia martoriata dalle bombe in un Paese in guerra. Io ho amore a sufficienza per tutti, al di là della geografia, sto male quando un mio caro ha dei problemi ma mi sento coinvolto anche se un mio fratello nell’altro emisfero soffre.

Ci sono problemi universali, la violenza non ha colore e nazionalità, la fame è una vera e propria emergenza, la malattia non fornisce alcuna via di fuga, la guerra esiste ancora, anche se molto lontano da noi.
Combattere l’indifferenza partendo dalla nostra cerchia per poi allargarsi sempre più, senza limiti di spazio, è questa la grande sfida. Diamo un bel calcio a questa palla chiamata terra, aiutiamola a roteare nel verso giusto!

L’amore muove il mondo

L’amore muove il mondo, l’amore può curare una società malata.
San Valentino è un giorno, un’occasione per esprimerlo, per ricordarsi della sua importanza ma l’amore non è soltanto un sentimento da condividere con una persona, l’amore sta nelle relazioni, nel nostro giornaliero, con l’amore raccontiamo chi siamo e cosa possiamo dare al mondo.
L’amore di due fidanzati, di due amanti, di due sposi.
L’amore dei genitori nei confronti dei figli e dei nonni per i nipoti.
L’amore verso la propria Patria, per i suoi usi e costumi, per i suoi profumi e per le sue tradizioni.
L’amore per i più deboli, per gli indifesi, per chi non ha un tetto sopra la testa, ogni giorno ed ogni notte.
L’amore per la giustizia, per il vivere civile, per la legge sovrana e per la democrazia.
L’amore per i bambini, per la loro leggerezza e per un sorriso che ti riaccende in un momento particolarmente buio.
L’amore di un figlio imperniato sulla riconoscenza, l’amore che diventa sinonimo di amicizia, quella forte, indissolubile e vera.

L’amore per il proprio lavoro, per le passioni e per le cose semplici della vita.
L’amore per una giornata di sole, per la natura, per gli animali.
L’amore per se stessi, per il proprio corpo e per la propria anima, un Dio custodito nel profondo, da proteggere contro tutto e tutti.
L’amore di un missionario per il sociale, di un volontario per l’altruismo, di una maestra per i propri alunni.

Tutto è amore. Smuovere il cuore per muovere il mondo, per farlo girare, finalmente, nel verso giusto