Esisto anche fuori dai social!

Domenica mattina, finalmente mi posso svegliare con calma, metto il piede fuori dal letto, mi lavo rapidamente la faccia e prendo in mano il telefono. Facebook mi chiama e io rispondo, no, non ci credo, è down.

E adesso che faccio? Devo dirlo assolutamente al mio amico, mi sposto su WhatsApp ma non carica le pagine, il messaggio “Attendo” come una spada di Damocle e adesso come gli comunico questa novità?

Ah beh vero, ci sono ancora gli sms tradizionali, gliene mando uno ma non risponde, probabilmente starà ancora dormendo. Potrei chiamargli ma non lo faccio mai, meglio scrivere, a voce non si può essere davvero se stessi.

La mia unica salvezza ora è Instagram, devo curare un po’ di più il mio profilo e recuperare due tre foto che non ho pubblicato. La pagina non si carica e mi viene l’ansia, c’è la telecamera da qualche parte vero? Ditemi che sono su “Scherzi a parte”.

Tutto in down, sono in pigiama, c’è una bellissima giornata di sole. Guardo le scarpe da ginnastica in un angolo, le indosso e mi decido ad uscire, strada facendo i social torneranno a funzionare.

Sono per le strade della mia città, alla mia destra ho il mare, alla sinistra lo scorcio del vulcano, non vedo nulla, ho la testa china sul cellulare, prima o poi riprenderanno a funzionare.

L’ansia cresce, non pubblico niente da più di due ore, è un problema mio o un problema di tutti? Cosa penseranno i miei followers? Mi si avvicina un bambino, mi regala un palloncino e gli sorrido, con la coda dell’occhio guardo il mare, che spettacolo, perché non ci ho fatto caso prima?

Metto lo smartphone in tasca e mi affaccio, mi ostino a guardare foto su Instagram e il panorama ce l’ho qua, a pochi passi da casa. Sarebbe bello fare uno scatto ora, prendo il cellulare ma mi ricordo che non serve a nulla, dove posso pubblicarlo?

Vado a casa dei mie genitori, è domenica, in genere sto in silenzio col cellulare in mano, li guardo negli occhi e parlo, gli chiedo come stanno e ci raccontiamo i nostri ultimi mesi. Torno nel mio appartamento e mi sorride la vicina, talmente ero preso che non mi sono accorto che non è più quella vecchia bisbetica dallo sguardo torvo.

Sono a casa, davanti allo specchio, mi guardo e per la prima volta mi apprezzo. Non sono poi così male e me lo dico io, niente approvazione dai followers di Facebook e Instagram, niente commenti a confermarmelo.

Nel frattempo i social riprendono a funzionare ma io non ho più tanta voglia di stare in rete. Esco fuori in giardino, prendo un bel libro e mi godo il sole della domenica.

Annunci

Sogna, non smettere mai di farlo!

Sogna, non smettere di farlo, è il tuo modo di restare vivo.
Sogna ovunque, sogna lì dove sei, sogna anche se ti sembra impossibile.
Sogna adesso, non dopo, non domani, non perderti nessun particolare.
Sogna anche senza un apparente motivo, sogna sempre restando con i piedi per terra.

Sogna, non aver paura di farlo, colora, arricchisci, definisci, è il tuo sogno!
Sogna in un letto di ospedale, in una casa bellissima, in una prigione, il sogno è dentro di te!
Sogna, in salute e in malattia, in ricchezza e povertà, è il tuo matrimonio con la vita.
Sogna, lavora, studia, pensa alla routine ma ricavati uno spazio per te!

Sogna, è importante come un respiro, è la via più luminosa che porta al tuo futuro.
Sogna a 20 anni, sogna a 30 anni, ma anche a 70, non è mai troppo tardi!
Sogna, non vergognarti, sogna come un bambino, non farti condizionare dalla bruttezza del mondo.
Sogna anche nei momenti di difficoltà, potrebbe essere la tua personale salvezza.

Sogna, non smettere mai di farlo!

 

Zio, sai che Babbo Natale non esiste?

Arriva quel momento, un giorno che sembra come gli altri. Si avvicina Natale e io mi avvicino a mia nipote: “Hai scritto la letterina a Babbo Natale? Non hai molto tempo, deve arrivare molto lontano”.
“No ancora no, ma penso non la scriverò, tanto Babbo Natale non esiste“.
Incasso il colpo ma non mi scoraggio, testa alta e dritto per la mia strada, non posso aver sentito bene.

“Ma come Babbo Natale non esiste, io l’ho visto, se no chi ti porterebbe tutti quei regali ogni volta?”.
“Non esiste, l’ho visto in un film ieri, i regali li portano i genitori e i parenti”.
“Ma non possono comprare tutti quei regali loro, non hanno i soldi, sono troppi!”.
“Vabbè, ci sono anche gli amici, poi in ogni regalo c’è l’etichetta ‘Da … a”.
“Ma capita sempre che ci sono regali senza targhetta, ecco quelli sono di Babbo Natale, io l’ho visto, lo vedo ogni anno e so dove abita”.
“Sono grande, non ci credo più”.
“Esiste, sta in un posto freddo, lontano, ha la sua fabbrica dei giochi, ha le sue renne”.
“I giochi li fanno in fabbrica i lavoratori, le persone devono lavorare”.

Sono in difficoltà, sta vincendo nettamente, conduce lei il gioco, mi aggrappo all’ultima speranza: “Tu aspetta il 24, vedrai che troverai delle belle sorprese, lascia magari una tazza di latte e biscotti per ringraziarlo di essere venuto”.
Mi spiazza: “Allora facciamo una cosa, io lo aspetto sveglia tutta la notte, se lo vedo hai ragione tu”.
“Ma lui sa che sei sveglia e non viene, viene solo quando dormi, vuole che sia una bella sorpresa”.

Ma il colpo di grazia me lo dà l’altro nipote, ancora più piccolo: “Vero, Babbo Natale non esiste, lo so pure io”.

Chi glielo dice che io, ancora oggi, credo nella sua esistenza, chi glielo dice che rimanere piccoli è più bello, che smettere di sognare e di sorprendersi è il passo più veloce per diventare grandi e che essere grandi non è poi così tanto figo come credono.

Sono più intelligenti di me, io che all’epoca vivevo in un mondo tutto mio, spero però che continuino ad essere sognatori, perché se questo mondo ha una speranza per risorgere quella sta nei bambini e nella loro capacità di rimanere ancora a bocca aperta.

Il sogno

Il sogno: un mondo dove rifugiarsi nella vita di tutti i giorni.
Un mondo in cui possiamo scacciare le preoccupazioni, lo stress, i dolori , le sofferenze e vivere un arco di tempo in cui possiamo davvero essere liberi.
Un mondo in cui possiamo proiettare le nostre aspirazioni, i nostri desideri, le nostre immagini e rimescolarle secondo il nostro volere, senza condizionamento né limite alcuno.
È un mondo indispensabile per tutti noi, per la nostra esistenza, perché spesso è rifugio contro le ingiustizie, le violenze e in genere tutto ciò che non funziona nella nostra società e nel nostro vivere.

Il sogno è quindi un’esperienza personale, ma che può essere condivisa con le persone a cui si è più legati e con cui ci si può confrontare.
Il sogno è libertà assoluta, è nostro sia nel contenuto, sia per il modo in cui lo vogliamo intendere.
Il sogno è quindi l’unico modo per poter essere liberi in senso assoluto, in cui possiamo spiegare le ali e spiccare un volo senza inizio e senza fine, senza che nessuno debba dirci fino a dove possiamo volare e senza che nessuno, tantomeno, possa impedircelo.

Il sogno è per certi versi l’unico appiglio, l’unico mondo in cui possiamo proiettare i veri valori della vita e dove possiamo custodirli dalle ingerenze di coloro che vogliono deturparli.

Il sogno di giorno è un sogno che riusciamo a controllare, in cui proiettiamo le immagini esclusivamente in base alla nostra volontà, mescolando di tutto e di più a nostro piacimento, senza porci alcun limite.
Il sogno di notte è un sogno che non possiamo controllare, che ingloba eventi, immagini, situazioni che ci hanno visto ci vedono o ci vedranno coinvolti, a volte senza un filo logico a volte premonizioni o segnali.

C’è chi sogna di sognare, perché non riesce o perché è estremamente realista ma c’è anche chi si sofferma troppo a sognare senza costruire qualcosa di concreto nella propria vita.
E allora come in ogni cosa sono da evitare le esagerazioni, nell’uno e nell’altro senso.

Ci avete tolto tutto, ma non toglieteci anche il diritto e la libertà di sognare!