Da stagista a stragista il passo è breve

“Cercasi giornalista che sappia scrivere articoli, impaginarli e ottimizzarli in ottica Seo.
Il redattore dovra spaziare su cronaca, attualità, mondo animale, giardinaggio, ufologia, botanica, scienze dei limoni, tulipanologia e varie ed eventuali.
Dovrà vantare un’esperienza di almeno 27 anni in posizione analoga ed avere meno di 30 anni. Richiesta grande flessibilità e dedizione al lavoro.
Si offre stage di sei mesi con possibilità di rinnovo e successiva assunzione. Previsto un rimborso spese.

Ho esagerato? Forse. Ho inventato? Purtroppo no. Ok magari scienze dei limoni e tulipanologia me le potevo risparmiare ma leggo gli annunci di lavoro ormai da molti anni e ogni giorno è una nuova scoperta, meglio di un film comico, i limiti alla decenza sono abbondantemente superati.
Ti chiedono di saper fare tutto, ti chiedono più anni di esperienza di quelli che hai sulla carta d’identità, le due parole “grande flessibilità” sono un piede di porco micidiale che può scassinare la tua vita per sempre perché sempre lavorerai, giorno e notte.
Non ti assumono eh, anche a fronte di tutta questa mole di lavoro. Ti propongono uno stage, che dovrebbe essere il tuo trampolino di lancio verso una nuova azienda. Lo usano come il prezzemolo, è un tappabuchi potentissimo, lo stage non si trasforma quasi mai in assunzione perché alle porte c’è un nuovo stagista per sei mesi e poi un altro ancora.

Devi ritenerti fortunato, ti danno un rimborso spese, addirittura i ticket restaurant, poi hai a che fare con professionisti del settore, che stai sicuro, quasi sempre, non sono entrati con lo stage come hai fatto tu ma hanno avuto il passepartout speciale (storie di parentele e raccomandazioni). Linfa preziosa per le aziende, incubo per giovani e meno giovani, che vengono rimbalzati da un posto all’altro, a condizioni disumane. I governi lo rivendicano come preziosa conquista, tanto i politici siedono sulle loro seggiole dopo aver leccato il culo di turno, di sicuro non dopo uno stage.

Lo usano tutti, dalle piccole alle grandi aziende, ti intortano bene la faccenda, ti dicono che devi essere addirittura fiero di calcare lo stesso pavimento del professionista di turno. Mangi addirittura allo stesso tavolo, siedi nei divani di pelle umana (dello stagista precedente), torni a casa orgoglioso ma senza il pane da mettere sulla tavola (hai però un pasto assicurato al giorno grazie al ticket restaurant).

Dopo un po’ torni in te stesso e da stagista diventi stragista, ne hai piene le scatole degli “stage” particolari garantiti a parenti e strafighe. Male che vada ti manderanno in carcere, probabilmente, anche lì, in stage.

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