Non vedo più Ariana ma sento tutti urlare

Ho trovato i biglietti! Una fatica enorme ma ce l’ho fatta! Il sogno di vedere Ariana finalmente realizzato. Che bella che sarà l’Arena piena di ragazzi, canteremo tutti a squarciagola.

Che bello vedere la mia bambina così felice! Abbiamo temuto di non farcela, i biglietti andavano a ruba, ma alla fine con un colpo di coda li abbiamo portati a casa. Non c’è cifra che valga il sorriso della mia stella

Mamma mia quanti siamo, un numero pazzesco, non riuscirei a contare. Riesco però a cantare, Ariana é grande, so tutte le canzoni a memoria!

Quanti bambini felici, quante luci, quanta allegria! Non conosco una canzone ma non mi importa, devo tenere a freno la mia piccola scatenata!

Un concerto pazzesco, grazie Ariana per le emozioni che mi hai fatto vivere, me le porterò a casa e le custodirò come il tesoro più prezioso.

Le orecchie mi rimbombano ma il sorriso di mia figlia mi acceca, l’ho resa felice, ora però tutti a casa!

Ho sentito un botto quando stavo per uscire. Non vedo più Ariana, non vedo più mamma, ma sento tutti urlare.

Ho sentito un tizio urlare una strana frase e poi tutto nero. Mani nelle mani con la mia stella, adesso un po’ meno luminosa.

Nizza: l’autista delirante e la bambina col gelato

Ho l’occasione della mia vita, finalmente, il riscatto che ho sempre sognato.
Sto entrando in questo bel camion noleggiato per l’occasione, è arrivato il momento di dare inizio alle danze. Il lungomare è illuminato a festa, è il 14 luglio, quale migliore occasione! C’è il vento che sposta di poco le persone, fra un po’ verranno spazzate come i birilli, con una violenza che neanche si immaginano. Si ricorderanno a lungo di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, lo psicopatico di Nizza, ma intanto ne avrò fatti fuori almeno un centinaio. Più sono e meglio è, in fin dei conti.

Che bello questo lungomare pieno di luci! Oggi è festa nazionale, la presa della Bastiglia, quante persone ci sono! Un sacco di bambini, proprio come me, che corrono e si divertono, come in una qualunque sera d’estate.
Ho chiesto a mamma e papà un bel gelato, in quel bar all’angolo, avevamo appena finito di cenare e non volevano. Li ho convinti con la mia voce stridula, funziona quasi sempre! Anche loro sono contenti di passeggiare insieme, mano della mano, si riposano dopo aver lavorato tanto e finalmente posso averli tutti con me.

Procedo lento col mio camion, supero facilmente un posto di blocco della Polizia francese, tutto sembra andare per il meglio, è la mia serata. Nessuno mi ha mai considerato in questa vita, ho commesso solo qualche piccolo reato ma nulla di che. Odio questi europei felici, queste famiglie che passeggiano sul lungomare con quel sorriso deficiente, la spensieratezza dei bambini. Sono tantissimi questa sera ed è meglio così, gli europei piangeranno di più. Vado lento, sono fermo ad un semaforo, fra poco comincerà la mia corsa.

Abbiamo incontrato gli amici dell’hotel per strada, mi sono messa a giocare con un’altra bambina, in due è meglio, il mare è bellissimo. Siamo sempre vicini ai nostri genitori, anche se il lungomare è chiuso alle macchine. Ad un certo punto in cielo vedo mille colori e sento i botti, uno stupendo gioco di luci, oggi è festa per tutta la Francia e per noi che siamo qua.

Si sono divertiti abbastanza con questi fuochi d’artificio! Adesso è il momento di far sentire altri tipi di botti, le persone macinate dalle ruote, gli spari contro la gente, le teste che volano di qua e di là. Premo l’acceleratore e sterzo di continuo per prenderne più che posso. Adulti, bambini, carrozzine, non importa, è il mio momento di gloria, voglio godermelo appieno! Non se lo aspettavano, felici com’erano, adesso sento le urla di tutti ed è un suono melodioso. Vedo il sangue schizzare e pezzi di braccia qua e là, al diavolo, adesso ammazzatemi pure, il mio l’ho fatto!

Ci siamo allontanati per un attimo con la mia amica, ci rincorrevamo felici con il vento che soffiava e che ci muoveva i capelli. Ad un certo punto, da dietro, ho sentito delle urla, mi sembrava tutto un gioco, forse qualche altro bel fuoco d’artificio era stato sparato in aria, sentivo i botti. Ho sentito anche i miei genitori urlare da dietro e poi tutto buio, mi sono ritrovata su una grossa nuvola e dall’alto ho visto tutto. Non erano fuochi, non erano urla di gioco, io e la mia amica siamo finiti sotto un camion. Speriamo che in questo nuovo mondo gli adulti non investano i bambini! Credevo non lo facessero nemmeno in quello di prima!