I 5 falsi miti sulla sensibilità

Eccoci qua, ancora una volta a discutere di sensibilità, la vera sfida di questo blog.
A volte se ne parla a sproposito, in modo sbagliato, addirittura si pensa che possa rappresentare qualcosa di negativo, da cui scappare.
E invece non è così e questo post vuole sfatare almeno 5 falsi miti sulla sensibilità (chi ne volesse aggiungere altri può farlo nei commenti).

1) Sensibilità è debolezza
Vulnerabili, scoperti, senza una corazza a proteggerci dai mali del mondo. Secondo questa scuola di pensiero, noi sensibili siamo esposti al vento, indifesi, ci soffermiamo sul particolare e ci sfugge l’insieme. Siamo sicuri che non sia il contrario? L’attenzione ad ogni singolo aspetto permette di cogliere al meglio il tutto. Guardate personaggi come Madre Teresa di Calcutta o Papa Francesco, sensibili e forti come pochi.

2) Sensibilità è sofferenza
L’uomo medio, che indossa una maschera diversa per ogni situazione sociale, pensa che la persona sensibile sia destinata solo a soffrire. Guardiamo in faccia la realtà, in parte è vero. Siamo coinvolti, non guardiamo solo il nostro orticello ma il giardino dell’umanità, patiamo insieme agli altri, amplifichiamo le emozioni, ma attenzione, anche quelle positive. Gioiamo il doppio, anche per le piccole cose, godiamo della semplicità e delle bellezze che ci offrono la natura e la vita.

3) Un uomo non può essere sensibile
L’ho sentita dire mille volte questa frase: “Sei un uomo, non puoi permetterti di essere debole o di piangere”. Non sono affatto d’accordo, i robot sono costruiti apposta per essere asettici e per produrre, noi abbiamo la fortuna di poter provare emozioni, scegliere se ridere e piangere, se affrontare la vita con gioia o disperazione.
Le lacrime davanti ad un film ricco di significato o guardando le immagini tragiche di un telegiornale sono quanto di più umano possa esistere. Uomo o donna poco importa, vivere contronatura non ha mai portato nulla di buono

4) Viviamo una vita frenetica, non possiamo permetterci di essere sensibili.
La prima parte della frase è obiettivamente vera, basta guardare alle nostre giornate e alla quantità di cose da fare per rimanere a galla. Ma che risultati ha prodotto questo stile di vita? Siamo forse virtuosi? Francamente non mi risulta e sono convinto che le cose migliori che doniamo a questo mondo derivino dalla sensibilità che alberga in ciascuno di noi. Abbiamo il dovere di fermarci ogni tanto e di ricaricare la batteria godendo delle bellezze che abbiamo intorno e che non notiamo presi dai nostri impegni. Ne beneficeremo noi in primis e poi la società intera.

5) La sensibilità non è roba da adulti
Tra tutti i falsi miti che ho incontrato lungo il cammino, questo è quello che mi sembra (rispettando sempre l’opinione di tutti) più discutibile. Vivo a stretto contatto con bambini di tutti i tipi e confermo che sono portatori sani di sensibilità. Sentimenti allo stato puro, senza alcun filtro, vivono e basta, senza pensare alle conseguenze e senza dover soddisfare il volere di alcuno. Inutile dire che un mondo fatto da soli bambini sarebbe un mondo nettamente migliore di quello che abbiamo, inutile aggiungere che siamo pieni di esempi di sensibilità anche tra gli adulti. I genitori devono rispettare la genuinità dei loro figli, assecondarli nella loro crescita e non reprimere la loro voglia di vivere. A volte forse siamo un po’ invidiosi di quella purezza, che abbiamo inevitabilmente perso.

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