Uomo, rassegnati alla tua fallibilità!

Sei partito in quarta, sembrava non poterti fermare nessuno, con entusiasmo e tenacia ti sei preso quel lavoro, quel posto ma è andata male. Rassegnati, sei un essere umano, sei fallibile, puoi usare questa lezione per ripartire.

Hai dato per scontato il tuo rapporto d’amore, credevi di essere in un guscio indistruttibile, che la tua piantina non andasse innaffiata ogni giorno, illuso! La tua donna se ne è andata, hai fallito, vuoi rassegnarti al fatto che non è un oggetto di tua proprietà?

Sei padre, sei figlio, trascuri i tuoi figli e hai messo da parte i tuoi genitori, stai fallendo doppiamente, non sei un superuomo, rallenta i tuoi ritmi, vuoi trovare spazio per i sentimenti?

Alle 8 di qua, alle 9 di là, giri come una trottola, sei inarrestabile, almeno così credi. Il tuo fisico richiede riposo, ti ha fermato, sei fallibile, dagli ascolto o non ti rimarrà molto da vivere.

Da ambizioso a invidioso, ci sono altri che hanno più di te ma perché non guardi chi ha molto meno di te? Goditi il presente, la tua posizione, ci sarà sempre spazio per gli errori e per i fallimenti, fanno parte della vita!

Guardati alle spalle uomo, hai collezionato successi e fallimenti, sei nella ruota della vita, prima ti rassegni e meglio è, vedrai che il fallimento diventerà allora la tua migliore occasione.

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Emergi con il bene, non con la violenza!

Nuova Zelanda, un folle distrugge la vita di 49 persone fomentando odio e violenza.
Parigi, manifestazioni e guerriglie, scontri, idee affermate senza guardare in faccia nessuno.
Passa un messaggio devastante: per emergere devi essere un violento. Avrai così titoloni sui giornali, siti che apriranno col tuo bel faccione, con la storia di una tua coltellata conficcata nella pancia di una giovane donna, sei tu il protagonista del male, sei diventato qualcuno, non sei più quel ragazzo anonimo che navigava in acque serene.

Ma sei tu a scegliere i riferimenti della violenza! Certo l’ambiente in cui vivi ti condiziona ma esistono casi di persone insospettabili che sono diventati emblemi del male. Siamo tutti un po’ responsabili: noi che condividiamo solo notizie negative, gli operatori dell’informazione che le veicolano, avete mai visto infatti un’apertura di un quotidiano o di un sito web con una notizia positiva?

E se aprissimo con una bella giornata in cui i volontari hanno raccolto rifiuti in una delle più importanti spiagge italiane? Se titolassimo in prima pagina con la mobilitazione pacifica in piazza dove si chiede di abolire la pena di morte? Si fa del bene in mille modi, con riferimenti culturali, con i libri, con azioni facili da fare nel nostro quotidiano ma dai riflessi inimmaginabili.

Perché è passato il messaggio che si diventa “famosi” o “qualcuno” solo facendo del male? Perché non ribaltiamo la prospettiva e mettiamo al centro del villaggio il bene e la bellezza?

Facile a dirsi, finché saremo mossi da logiche che prescindono dall’umanità e che guardano più al commerciale e al business, dovremo convivere con questa assurda follia.

Mettiamo un sorriso al posto di un volto intriso d’odio, emergiamo con il bene e non con la violenza.

Risveglia il bambino che è in te

Parli con la bocca della società in cui vivi, ne assorbi i condizionamenti, prima eri spontaneo, senza filtri, ti affacciavi per la prima volta sul mondo. Risveglia il bambino che è in te!

Sei sempre serio, corrucciato, del sorriso neanche l’ombra, un tempo ti dovevo tappare la bocca per frenare quella risata fragorosa. Risveglia il bambino che è in te!

Casa – lavoro, al massimo lavoro – casa, non c’è spazio per il divertimento, ricordi quando correvi scalmanato per la piazza della città fino a notte fonda? Risveglia il bambino che è in te!

Esci di casa sempre di fretta, tua moglie lì ad aspettare un tuo bacio o parole che la scaldino, pensi “c’è ancora tempo”, ricordi quando da piccolo correvi verso tua mamma e le stampavi un bacione con lo schiocco dicendole “ti voglio bene“? Risveglia il bambino che è in te!

Sei ormai troppo razionale, niente deve scostarsi dai tuoi binari, ma rammenti invece il passato quando ti lasciavi andare a “qualche colpo di testa“, stupivi gli altri e stupivi anche te stesso. Risveglia il bambino che è in te!

Calpesti, non ti soffermi, vai veloce, dritto per la tua strada, all’epoca rispettavi i più grandi, sapevi stare al tuo posto, conoscevi il limite oltre cui non andare. Risveglia il bambino che è in te!

Cosa stai aspettando per risvegliare il bambino che è in te?