9) Resto a casa: i piccoli gesti fanno la differenza

Una colazione preparata prima del risveglio del tuo amore, una battuta inaspettata in un momento di tensione, la canzone preferita che scuote dal torpore, la mano tesa ad un vicino che a stento conoscevi.

Sono i piccoli gesti che fanno la differenza, sono le azioni quotidiane e spontanee che possono essere la salvezza in questo periodo complicato. No, non le progetti, nessun piano, ti viene di farle e le fai, anche se la tua mente magari prova a sabotarti con concetti come “ma che vergogna” o “gli altri cosa penseranno di me”.

E tu cosa pensi di te mentre fai quel gesto? Non ti senti meglio? Non credi, in questo modo, di contribuire ad un mondo migliore? Abbiamo costruito castelli attorno al concetto di società, al come si dovrebbe fare, al come si dovrebbe stare, cosa ci ha portato tutto questo?

Allora ben vengano le immagini che in questo periodo ci riscaldano il cuore: un uomo che dà da mangiare ad un cane del balcone sopra, la beneficienza di tante aziende, ancor meglio se silenziosa, pane e pasta comprate al vicino nullatenente, un occhiolino spontaneo tra una mascherina e un paio di occhiali. Ben vengano le canzoni improvvisate e non frutte di mero esibizionismo, l’inno d’Italia che unisce tutti nel medesimo dolore, una fetta di ciambella donata, a debita distanza, dal pianerottolo.

Siamo italiani, generosi nel dna, recuperiamo la nostra genuinità, la nostra essenza, riusciremo a vivere al meglio questa quarantena.

Resto a casa: i piccoli gesti fanno la differenza.

8) Resto a casa e ricarico le batterie

Buongiorno a tutti, eccoci con un nuovo capitolo della rubrica “Resto a casa”. Oggi vi parlo dell’importanza del riposo, del ricaricare le batterie specie in un mondo così frenetico.

Quante volte,  nella vostra vita “normale” vi fermate un attimo per riposare? Poche vero? Pochissime o forse mai. Quante volte siete davvero stremati e ne avreste bisogno ma il senso di colpa si impossessa di voi? Una vocina vi ripete: “Devi fare quello o devi fare quell’altro”.

Adesso siamo costretti a casa, molti continuano a lavorare in modalità smart working ma i ritmi sono diversi, è tutto più rilassato. Possiamo dormire di più, possiamo gustarci un pasto in santa pace, masticando lentamente e assaporandone tutti i sapori.

Che dire poi del tempo da dedicare alle proprie passioni? Se nella vita non hai la fortuna di fare il lavoro dei tuoi sogni adesso puoi sfoderare i tuoi talenti, scrivere, cantare, disegnare, è il tuo momento ma ancora non te ne sei reso conto appieno.

Hai dato tanto, troppo, sempre col piede sull’acceleratore: lavoro, sport, vita sociale e arrivavi a casa in riserva. Stress ed esaurimento nervoso dietro l’angolo ma adesso è il momento di ricaricare la batterie, te lo meriti, non sentirti assolutamente in colpa.

Magari, quando tutto sarà finito, capirai che riposo non significa nullafacenza, che sei umano e non un supereroe, che spesso fare due cose bene è meglio che farne dieci così e così, che meriti un equilibrio per riuscire a dare il massimo.

Io resto a casa e ricarico le batterie.

7) Resto a casa e imparo ad ascoltarmi

Resto a casa, ho più tempo in generale, ho più tempo da dedicare a me stesso. Non sono solo ma so stare solo, sto imparando, ora più che mai.

Amo la compagnia, amo circondarmi di affetti, apprezzo le persone sulla mia stessa lunghezza d’onda ma riesco ad ascoltare anche quella vocina dentro di me, mi parla, dobbiamo fare i conti, l’ho trascurata troppo spesso.

Solitudine e saper star bene con se stessi, due cose profondamente diverse, c’è chi vorrebbe avere qualcuno accanto ed è in isolamento forzato, chi sta bene da solo, chi sta insieme ad una persona (fidanzato,sposato ecc.) e si vede perduto senza di essa, chi non vuol star da solo ma quando si trova solo sa stare al mondo, accettando la compagnia della propria voce e della propria anima.

Quante cose stiamo scoprendo di noi stessi? Impariamo ad accettare i nostri tempi, a fare le cose che ci piacciono, magari ne approfittiamo per fare corsi di aggiornamento, per continuare a crescere sempre perché un uomo non può mai dirsi “arrivato“.

Saper stare bene con se stessi, la sfida del secolo, quante volte abbiamo accantonato la nostra identità e personalità per compiacere l’altro o la società in generale? Ma se siamo in sintonia col nostro essere siamo incredibilmente più belli, forti e positivi, siamo noi e nulla può fermarci.

Resto a casa e imparo ad ascoltarmi.

6) Resto a casa: l’Amicizia non conosce distanza

Sono a casa, come sempre in questo periodo, come tutti. Sono stupito, credevo di annoiarmi ma le cose da fare non mancano, tanti progetti passati, tanti interessi, la rete, i libri, la televisione e il lavoro da casa.

Arriva il weekend, quello dove staccavi la spina dopo una giornata di lavoro, ora un giorno più o meno come gli altri (per chi ha la fortuna di poter fare da casa). Il weekend, il sabato sera ti concedevi una pizza e una birra con gli amici e adesso niente, quanto ti manca quell’oasi di semplicità? Quante cose stai imparando?

Sono a casa, prendo il telefono, faccio mente locale, quanti amici sparsi per l’Italia! Alcuni li sento spesso, altri non li sento da un po’, chissà come stanno vivendo questo periodo, c’è anche qualcuno nelle zone più bersagliate.

Sento la loro voce ma basta anche un messaggio, ci scopriamo tutti fragili, tutti uguali, siamo tutti spaesati, impauriti, incazzati ma anche felici. Sì, perché basta una telefonata con un amico dall’altro lato d’Italia o del mondo, in questo periodo, per strapparmi un sorriso e forse anche una lacrima, la domanda nasce spontanea: “quando saremo liberi di rivederci?“.

Ma l’Amicizia, con la A maiuscola non conosce luogo e tempo, non ti senti per giorni, settimane e mesi ed è come se nulla fosse cambiato, l’affetto ti consola mentre un virus bastardo, là fuori, stronca ogni parvenza d’amore.

Resto a casa: l’Amicizia non conosce distanza

5) Resto a casa: il rumore dell’anima

Resto a casa, i ritmi sono lenti, ma mica troppo per chi continua a lavorare. C’è più tempo, anche se in realtà è un’espressione sbagliata, le giornate sono sempre state di 24 ore e forse solo adesso ce ne stiamo rendendo conto.

Resto a casa e la mia anima chiede il suo spazio, l’ha sempre fatto, perché la ascolto così di rado? Parla, comunica, fa un rumore tutto suo, non ti dà fastidio ma deve avere un tono importante, se no tu, ottuso, quando mai potrai sentirla?

Eh sì, perché tu, sempre impegnato col lavoro, la palestra, il tennis, la dieta, le partite di calcio e sciocchezze varie non hai “tempo” per ascoltarla. Eppure se solo ti fermassi un attimo e le dessi retta sai quante cose potresti scoprire? Sai quanti errori avresti potuto evitare?

Ma il passato è il passato, adesso non conta, ora la stai ascoltando e a stento ne riconosci la voce. L’estasi la provi quando essa, l’anima, è in connessione con la mente, che bello poi quando batte allo stesso ritmo del cuore! Ma ben vengano anche i conflitti, quando una parte ti dice di fare una cosa e l’altra ti dice tutto l’opposto: troverai la strada giusta nel mezzo o farai una scelta netta?

Resto a casa e l’ascolto, mi sta insegnando un sacco di cose, mi aiuta a ritrovare o ad essere me stesso, è una risorsa preziosa ed è sempre stata dentro me.

Resto a casa e ascolto il rumore dell’anima.

4) Resto a casa: fuori non si scherza

Rieccoci qui con un altro appuntamento con il “Resto a casa”. Dopo 7 giorni di clausura totale sono uscito per ragioni di necessità, dovevo infatti fare la spesa. Non vi nego che il mio stato d’animo oscillava tra una piccola euforia per questo “break dalla clausura” e una grande paura per quello che c’era o meglio non c’era fuori.

Ragazzi non si scherza, l’emergenza coronavirus è una cosa seria e non ve lo ricordano solo quotidianamente i molteplici messaggi del ministero alla Tv. Eravamo già scontrosi come popolo, sorridenti lo siamo sempre poco, adesso siamo letteralmente terrorizzati alla vista del prossimo. Mascherina o non mascherina ci si guarda con diffidenza, vediamo il nemico ovunque, chiunque può infettarci.

Uno scenario surreale ma, per favore, rispettiamo le regole: facciamo una spesa robusta che duri almeno una settimana e stiamo in casa. Se tornate spesso al supermercato anche solo per comprare due fettine di prosciutto non siete furbi o bravi, ma semplicemente state aumentando la possibilità del contagio e in questo caos ci siete pure voi!

Ritroveremo il sorriso, la bellezza di andare a fare la spesa in maniera normale, le chiacchiere con gli amici o anche solo col vicino di posto, in fila alla cassa potremo di nuovo parlare, rompere il ghiaccio, siamo esseri sociali e lo scambio è solo congelato in attesa di tempi migliori.

Ero uscito con quel pizzico di euforia di chi vede la luce dopo tanto tempo, sono tornato spaventato ma consapevole. Sto facendo la scelta giusta, sto adottando i giusti comportamenti e voglio avere fiducia nella gente perché tutti vogliamo recuperare la nostra routine. Godiamoci paradossalmente anche il bello di questa clausura, i nostri cari, il tempo da poter utilizzare a nostro piacimento, un sole caldo che illumina la nostra finestra.

Io resto a casa, anche perché fuori non si scherza.

3) Resto a casa: godere delle piccole cose

Terzo consiglio o meglio terza considerazione del nostro viaggio che spero non sia poi così tanto lungo (per il bene di tutti).

Io resto a casa e per non impazzire sto cercando di costruirmi una mia quotidianità, anche all’interno di quattro mura. Sveglia quasi sempre alla stessa ora e attività scandite nel tempo. Ma soprattutto, non vedete anche voi quanto siano meravigliose le piccole cose?

Una robusta colazione per ripartire, il sorriso della persona amata e vicina (non troppo vicina), il sole che entra prepotente dalle finestre, il mare o la montagna in lontananza, sembri dentro una cartolina ma non lo sei, è la tua vita, è sempre stata così ma solo ora lo stai capendo.

Quante volte hai dato per scontato il mare? Quante volte non hai detto niente alla persona cara perché tanto “c’è sempre tempo“. Hai visto adesso quanto ti accendi davati ad una semplice telefonata di un amico caro?

E i tuoi genitori? Pesanti, quanto ti rompono nella tua visione di normalità! E adesso faresti di tutto per salvaguardarli come la cosa più preziosa che hai.

E la cucina e l’insieme di sapori che puoi trarne, la tavola apparecchiata con cura, il profumo del caffè, la possibilità di lanciare messaggi positivi e costruttivi via social, l’internet che accomuna il mondo in un unico grande momento in cui resistere.

Il tuo cane, una passeggiata nella tua strada privata per non impazzire, quanto ti vuole bene, vero che non ci avevi mai fatto caso? E il rispetto del prossimo e delle regole, la voglia di essere parte di un progetto di rinascita, la radio che trasmette la tua canzone preferita.

Il tempo sembra non passare mai e forse questo non è proprio un male, quante volte ti sei perso l’abbraccio dei tuoi figli perché sei tornato tardi a casa da loro? Adesso ci giochi, inventi nuove storie, ti godi il tuo essere padre o madre.

Poi arriva la sera, ti riscaldi con la tua stufa e ti rintani sotto calde coperte, c’è chi non ha questa fortuna, ci avevi mai pensato? Ora hai il tempo di farlo!

E mentre resti a casa impari a godere delle piccole cose della vita!

2) Resto a casa: il film della propria vita

Rieccoci con quello che diventerà il nostro appuntamento quotidiano per i prossimi giorni. Dopo il consiglio di ieri sulla lettura ve ne darò un altro apparentemente banale (ma i contenuti di questi articoli riguarderanno cose che già conoscete ma che spesso sottovalutate): guardare un film.

Ma come penserete, ci consigli la formula per riscaldare l’acqua? Che senso ha un articolo per consigliarci di guardare un film? Non cercate un film ma il film. Al giorno d’oggi abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta: satellitare, digitale, internet, siamo davanti ad un contenitore immenso di contenuti! Tra questi ci sono diverse pellicole su cui investire più o meno tempo.

In che fase della nostra vita siamo? Di cosa abbiamo bisogno? Vi è mai capitato di trovare le risposte in un film? Beh, ovviamente no, perché le trovate dentro di voi, guardando lo schermo in un particolare momento.

Siete mai stati attratti da un titolo piuttosto che un altro? Ci sono fasi, ci sono stagioni, semplicemente c’è il film giusto al momento giusto ma anche quello sbagliato al momento giusto perché una sana risata, specie in questi momenti, è assolutamente consigliata.

Perché non scegliamo di crescere anche da questo punto di vista? Di toccare le corde giuste del nostro cuore ma anche della nostra mente? Abbiamo un telecomando o un mouse per spaziare in tutto il mondo, per imparare qualcosa ma anche per farci una bella e profonda risata!

Chissà che quel determinato film non possa condizionare quella grande pellicola chiamata vita.

1) Resto a casa: leggere per viaggiare

Io resto a casa, come dovremmo fare tutti, come dovreste fare tutti. Faccio un sacrificio oggi per il bene di domani, per fermare il contagio, per tornare ad una vita normale il prima possibile.

Il coronavirus ci ha spiazzato: violento,  inopportuno, rapido, sfuggente. Stare a casa come sacrificio necessario per il prossimo, per un’intera comunità, stare a casa per ottemperare ad una serie di regole. Ci sono le eccezioni: i motivi lavorativi, di necessità, di salute, ma tolte queste non si può sgarrare.

Ma cosa fare in casa? Siamo sicuri che sia poi un così grande sacrificio. Vi do e mi do qualche spunto che potrà tornare utile, al netto del lavoro da remoto che ormai molti professionisti possono sfruttare appieno. Ecco il primo.

Siamo tutti bloccati, fisicamente ma non mentalmente, magari siamo abituati a scorazzare in giro fino a tarda sera o semplicemente amiamo l’aria aperta e la compagnia degli amici. E se vi dicessi che c’è un mondo parallelo dove ritrovare tutto questo? Che possiamo viaggiare con la fantasia attraverso un semplice gesto?

Quale? Sfogliare o meglio leggere un libro, mille storie, luoghi inesplorati, culture lontane. Il tempo a casa non passa mai? Leggendo una storia interessante l’orologio sembra impazzito e ti ritrovi a sera non capendo come sia possibile.

Viva internet, gli smartphone, i pc e i videogiochi ma i nostri bambini hanno bisogno di fiabe ricche di positività e speranza per contrastare un momento che è molto difficile anche per loro. E noi grandi? Sicuri che leggere sia così da sfigati? Resti in casa perché sei obbligato e quando potrai uscirne magari ti troverai arricchito, a livello culturale e spirituale.

Potrai dire di aver esplorato posti che non conoscevi, di aver sentito storie incredibili, di aver volato con la fantasia oltre i confini che tu stesso ti eri imposto.

Il primo consiglio: Resto a casa, leggere per viaggiare.

Il coronavirus ci renderà persone migliori

Il coronavirus ci renderà persone migliori, mi piace vederla così, mi piace guardare al bicchiere sempre mezzo pieno.

Ci farà capire le priorità della vita, farà cadere le nostre convinzioni di immortalità, ci metterà con le spalle al muro davanti a scelte e sacrifici.

Il presente non è roseo, abbiamo capito una volta di più di essere un popolo menefreghista ed egoista, un insieme di persone che non riesce a rinunciare a nulla, neanche di fronte al rischio di un collasso dell’intero sistema.

Non riusciamo a chiuderci qualche giorno in una casa del 2020, dotata di tutti i comfort, mentre i nostri avi stavano chiusi in silenzio, con un tozzo di pane e un goccio d’acqua, tra bombardamenti e paure.

Non rispettiamo le regole, figuriamoci i consigli, crediamo che tutto debba sempre toccare agli altri.

Per fortuna siamo anche l’orgoglio di chi resta solo per non mettere in pericolo i propri cari, la forza di medici ed infermieri che lavorano no stop, la dignità di chi è caduto nella tela del virus e si rialza combattendo con le unghie e con i denti.

Un continuo contrapporsi di civiltà, un match da cui deriva il futuro di questo piccolo grande Paese che ci ospita e che merita riconoscenza e senso di responsabilità.